giovedì 26 gennaio 2012

Quarantasette anni da Oscar

Illustrazione di Mario Tempesti

È appena il caso di ricordare che le esigenze di un grande editore (‘generalista’ come si dice, oggi, con parola in uso!) non possono legarsi ad una strategia di immagine troppo rigidamente prederminata. Nella grafica, come in molte altre cose della vita, non tutti i gatti sono bigi, e dare risposte differenziate a esigenze diverse è sempre opportuno, spesso indispensabile. Diventa allora importante capire come la storia di una grande casa editrice sia la somma di mille piccole storie diverse, ognuna con una peculiarità e una logica, culturale e commerciale. Il romanzo best-seller non potrà essere trattato come il saggio di antropologia, il libro giallo sarà cosa diversa dalla silloge di poesia. E così via elencando.
Lo scorrere del tempo, l’aggiornarsi delle tecnologie, le esperienze acquisite, le mode che si modificano, sono altre delle dinamiche con cui é necessario confrontarsi.

Copertina n.1 Oscar Mondadori, 1965
L’uscita degli Oscar Mondadori, il 20 aprile 1965 (quarantasette anni fa, mica male!), fu una grande rivoluzione nella diffusione del libro in Italia. Gli Oscar uscivano in edicola, non più e non solo in libreria; erano romanzi  di ottima dignità culturale, difficili a volte, erano a basso costo (350 lire per quelle lontane uscite). Il primo numero, Addio alle armi di Ernest Hemingway, vendette 210 mila copie in una settimana, fin quando fu sostituito in edicola dalla Ragazza di Bube di Carlo Cassola. I primi 52 titoli vennero diffusi in quasi 8 milioni e mezzo di copie.

L’idea iniziale, ebbe a dire Bruno Binosi che fu l’art director della prima serie, era semplicemente quella di avere a disposizione un contenitore per ristampare alcuni titoli di successo. Poi la collana si disarticolerà in molte sezioni, in centinaia di rivoli dove sarà a volte difficile intravedere il punto di contatto e la logica grafica complessiva: Narrativa italiana e straniera, Gialli, Fantascienza, Poesia, Saggi ecc.


Si calcola che fino al 1985 gli Oscar Mondadori abbiano venduto oltre 120 milioni di copie. La cifra ad oggi è probabilmente incalcolabile.

Illustrazione di Mario Tempesti
Illustrazione di Mario Tempesti
Illustrazione di Mario Tempesti

La storia degli Oscar Mondadori comprende, ovviamente, molte storie ‘grafiche’ eccellenti, alcune addirittura magnifiche. Negli anni hanno collaborato in maniera continua con gli Oscar gli art directors Bruno Binosi, Federico Luci, Giacomo Callo, Giorgio Seppi, gli illustratori e designers Paolo Guidotti, Karel Thole, Mario Tempesti, Ferruccio Bocca.

Ferenc Pinter, uno dei collaboratori più continui della casa editrice, creerà intorno ad alcune serie di volumi una vera e propria ‘mitologia’ grafica.

Illustrazione di Ferenc Pinter

I romanzi di Georges Simenon con il commissario Maigret protagonista costituiranno, nel tempo, un ‘insieme’ che, per adesione continua dell’illustratore al tema, non esitiamo a definire magistrale.
La faccia e il corpaccione pesante di Gino Cervi, che dette al commissario l’immagine televisiva, sono per Pinter il punto fermo di una serie infinita di variazioni sul tema, dove il virtuosismo dell’artista si spiega e si adatta senza sosta né cadute di ispirazione. Sono acquarelli, tempere, segni di pennarello: tutti trattati con una ‘divina’ nonchalance che seduce e incanta. Uno dei cicli grafici più ispirati e conseguenti della storia dell’illustrazione e dell’editoria italiana.

Illustrazione di Ferenc Pinter
Illustrazione di Ferenc Pinter
Illustrazione di Ferenc Pinter
Illustrazione di Ferenc Pinter


1 commento:

  1. I tuoi articoli sanno essere sempre molto interessanti e piacevoli. Questo blog diventa sempre più prezioso per chi desidera informarsi sulla grafica e sull'illustrazione.

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