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mercoledì 24 aprile 2013

Una notte in bianco

C'è già scritto tutto sopra e non c'è bisogno di aggiungere altro, se non l'invito a raggiungerci in Galleria per celebrare la Notte bianca fiorentina del 30 aprile con vino, salatini, disegni, sculture, e naturalmente, i libri di Prìncipi & Princípi. Si faranno le ore piccole.

mercoledì 19 settembre 2012

Autoreferenziale

Sul numero del Manifesto in edicola oggi, 19 settembre 2012, Maria Grosso dedica a Prìncipi & Princípi  un lungo articolo riassuntivo. Molto soddisfacente, dal nostro punto di vista. Non sappiamo se siamo così come la giornalista ci racconta, potremmo dire: è certo che ci piacerebbe esserlo.
Mandiamo comunque in rete l'articolo. Non sappiamo se può interessare altri: a noi interessa.

Se Biancaneve è un clone e i migranti "fiabeschi"
Maria Grosso

E se Biancaneve non avesse i capelli neri come l'ebano, ma il cranio ovoidale di un manichino senza parrucca? Se le sue labbra non fossero color del sangue, ma di un bel rosso smalto, dipinto su un sorriso indecifrabile da «clone umano» da vetrina? E se pure portasse spessi occhiali meccanici, sì proprio quelli usati dai medici per misurarci la vista, non un solo occhio bendato ma entrambi? Cosa accadrebbe dunque se non potessimo vedere il suo sguardo... E se tutto ciò fosse un invito a riflettere sulla miopia con cui può accaderci di guardare alle fiabe e loro relative eroine, come a territori di analisi interpretativa già noti, saputi, esplorati?

Sergio Traquandi, Biancaneve

Questa è Biancaneve, in quello che potrebbe essere uno dei manifesti di poetica e politica editoriale di Prìncipi & Princípi - creatura germinata dallo studio di grafica Rauch Design & Signages - poco più di un anno di vita, eppure un'impronta tra le più mature e innovatrici del non etichettabile mondo della letteratura per ragazzi.
Lo stile ludico e straniante di Sergio Traquandi, scultore e performer - è lui a stimolarci con questa Biancaneve inaspettata - la traccia di una tra le fiabe più magnetiche del pianeta (comprese le ultime variazioni cinematografiche): ed ecco il comporsi di un volume che spazza via invisibili imbracature oculari.

Sergio Traquandi, Biancaneve

Scopo dichiarato di Prìncipi & Princípi , (alla voce «chi siamo» sul sito ricchissimo come il blog), è valorizzare «classici dell'immaginario che offrano al lettore suggestioni visive importanti», dove nell'accezione concepita da Andrea Rauch, grafico dall'esperienza internazionale, nonché fondatore e anima del progetto, non c'è forma pensata per prevalere sull'altra: né il testo sulle immagini - secondo una concezione vetusta ma, specie in Italia, difficile a morire - né le immagini sul testo. Infatti, come i nomi dei nani amici della suddetta ragazza, 'rivisitati' da Traquandi: Dentolo, Pispolo, Vongolo ... anche gli altri volumi sfoderati da Prìncipi & Princípi  intersecano, liberamente, testo e visione, grafica e letteratura, in un continuo flirt che squaderna steccati e catalogazioni.


Si generano così intorno all'universo delle fiabe e del racconto d'autore, gustosissimi meeting tra scrittori e illustratori: Franz Kafka - Gianni Fanello, Arthur Conan Doyle - Ale+Ale, Rudyard Kipling - Daniela Pellegrini (tra le ultime uscite), mentre Robert Louis Stevenson «incontra» Roberto Innocenti, Gianni De Conno e Guido Scarabottolo, Lewis Carroll, Octavia Monaco e Andrea Rauch.
Colpiscono poi i «folder d'artista», variazioni d'autore intorno alla fabula di Pinocchio. Mentre sono da collezionare i Fienili di Innocenti, tavole memoria visiva delle antiche mezzadrie toscane. C'è una sezione «per i più piccoli» con le intelligenti proposte di Simone Frasca, Sophie Fatus e Anna Curti, mentre nel bellissimo La Luna, Rauch, partendo da una fiaba dei Grimm, interseca realismo e grafica pura.


Andrea Rauch, La luna

La collana «Storie del nostro tempo» segna di ulteriore profondità la cifra editoriale diPrìncipi & Princípi . Scopriamo In viaggio (di Serena Intilia e Antonio Ferrara) e H.H. (di Carolina D'Angelo e Marco Paci), entrambi sulle tematiche dell'immigrazione. Il primo, pensando ai bambini in fuga dalla guerra e in viaggio verso il nostro paese: «abbiamo occhi che salgono come dal fondo del mare... sentiamo tutto quello che c'è da sentire»; il secondo, un mirabolante tuffo tra i suoni, le lingue, le differenze e le risonanze dell'Hotel House (H.H. appunto, il palazzone di Porto Recanati dove vivono 2300 persone provenienti da 32 paesi). Quindi Matteo Gubellini che con Nessuna differenza?! si accosta con sensibilità ai vissuti dei bambini deportati, alla riflessione sull'Olocausto.

Serena Intilia, Antonio Ferrara, In viaggio

Francesca Capelli e Brunella Baldi firmano Il grande cane nella città fantasma, circolo di vissuti intorno al terremoto dell'Aquila, mentre Baldi, in C. C. P. Cicogne Cavoli e Provette, affronta poeticamente concepimento e fecondazione assistita. Infine, narrando il delicato frangente dell'affidamento ne II dono di Alma, Chiara Carrer trova immagini umanissime a impregnare un testo vibrante di Federica Iacobelli.

Federica Iacobelli, Chiara Carrer, Il dono di Alma

Non solo il sogno, dunque, di una «piccola biblioteca di classici dell'immaginario», ma un amore per la contemporaneità, concepito come dovere di sincerità verso le generazioni a venire. Perché, come dice Rauch, esplicitando il progetto etico dietro il gioco di parole che dà il nome a Prìncipi & Principi «solo guardando in faccia la nostra responsabilità di incidere positivamente sul reale, possiamo fare oggi questo lavoro».

lunedì 17 settembre 2012

Prìncípi in lizza

"Michelangelo Buonarroti, in una celebre lettera, spiegò com’era scampato miracolosamente alla morte quando un enorme blocco di marmo, che aveva strappato «gli anelli» di una «olivella», stava per travolgerlo; meno fortuna ebbe un suo operaio che venne schiacciato. La cruda descrizione dell’incidente, fatta da un uomo che pure amava il marmo, è uno dei più tragici ed efficaci reportages dalle nostre cave, scaturito dall’osservazione diretta di quel sistema di trasporto che, dai Romani a pochi decenni fa, costituì un mezzo obbligato nella movimentazione dalla cava al piano: la lizzatura.
Questo sistema di far slittare i blocchi su «tregiam lignum pro portando marmore» (lizza in legno per portare marmo) è antichissimo. In un lontano passato i blocchi venivano addirittura portati su lizza dalla cava all’imbarco seguendo lentamente e faticosamente itinerari che di strade avevano solamente il nome. Migliorato il sistema stradale, la lizza restò, per secoli, in uso per il tragitto cava - poggio caricatore, attraverso il tracciato vertiginoso delle vie di lizza.
Per eliminare la lizzatura fu necessario attendere ancora anni ed anni." 
(dal portale del comune di Carrara)

La "lizza" in marmo del Premio Alpi Apuane

Ci sembra significativo e ci inorgoglisce un po’ che il Premio nazionale Alpi Apuane, giunto alla XXXa edizione, e assegnatoci quest’anno, nella bella cornice del Palazzo Ducale di Massa, come miglior editore 2012 per ragazzi, rappresenti una piccola ‘lizza’ in pesantissimo marmo. Un omaggio alla fatica del lavoro e alla memoria del lavoro stesso.

Grazie ai giurati e sopratutto a Walter Fochesato, presidente, che ha redatto le motivazioni del riconoscimento:

“Per la bellezza e il rigore di un catalogo ancora giovane, ma ricco e attento alla qualità e alla varietà delle voci.
Per la cura preziosa e felice sul versante della grafica.
Per il fascino di una collana (“Piccola Biblioteca dell’Immaginario”), dove si trovano alcuni dei grandi nomi dell’illustrazione italiana: da Roberto Innocenti a Bau Scarabottolo, da Octavia Monaco a Fabian Negrin.”

A noi non resta che estendere il ringraziamento, per la loro passione e la loro eccellenza, a tutti gli autori che hanno reso possibile questo riconoscimento.

Ingresso del Palazzo Ducale di Massa

giovedì 8 marzo 2012

Un anno dopo: quasi un editoriale



Preciso preciso un anno fa, l’8 marzo 2011, inauguravamo il nostro blog con un post che annunciava la vendita-sottoscrizione del Diario di Eva di Mark Twain, illustrato da Guido Scarabottolo, da parte dell’associazione Eva con Eva, che si occupava, e si occupa, della difesa e tutela delle donne vittime di violenza. Solo qualche giorno dopo, l’11 marzo, pubblicavamo un testo che dava conto delle nostre ragioni editoriali.

Il blog, si scriveva allora “…cerca di proporsi come strumento al servizio di un’idea di sistema, al servizio cioè di tutte quelle situazioni che possono e devono interessare gli autori, gli illustratori, i bibliotecari, i librai, gli operatori culturali tutti. Questo nella buona speranza che uno strumento ancorché modesto come questo possa innescare un qualche dibattito, possa servire al confronto e allo scontro delle ipotesi, delle idee, dei progetti, delle realizzazioni.”
E ancora: “Segnaleremo l’attività delle librerie più vivaci, il lavoro degli artisti, i giovani emergenti, i festival di settore e crediamo che tanto più riusciremo ad ampliare la base del dibattito tanto più saremo utili anche alla nostra stessa attività editoriale.”

A un anno di distanza possiamo fare un primo consuntivo? O almeno provarci? Abbiamo rispettato i nostri intenti? Abbiamo saputo attivare il ‘patto di collaborazione’ che era sottinteso nel ‘contratto’ con i nostri lettori?

Quel primo mese di Marzo 2011 avemmo poco più di 1000 visite per le nostre pagine, questo mese di febbraio 2012 siamo passati a circa 12.000 visite con un andamento che si mantiene costante dal gennaio di quest’anno. Circa 400 pagine visitate ogni giorno con alti e bassi all’interno dei giorni della settimana.
Non abbiamo abbastanza dimestichezza con la statistica per poter elaborare e disaggregare meglio questo dato bruto. Da dire ancora che i nostri lettori sono quasi tutti italiani (delle circa 70.000 pagine visitate in quest’anno oltre 55.000 sono state viste dall’Italia; il resto spiccioli con 2000 visite dagli Stati Uniti, un migliaio circa a testa per Francia, Germania, Inghilterra e Spagna e il resto via dividendo).

In questo anno, con le forze che potevamo impegnare nel progetto, abbiamo cercato di parlare di biblioteche, di librerie, di attività di laboratorio, di mostre, di rassegne e festival di settore; abbiamo seguito i nostri titoli e i nostri autori, ma anche i libri pubblicati da altri che ci hanno incuriosito e interessato. Abbiamo cercato di occuparci anche di storia dell’editoria, dell’illustrazione e della grafica. Tutto, naturalmente nel modo asistematico e a volte confuso che caratterizza l’attività del blog. Abbiamo spinto alcune sonde (troppo poche però!) nei terreni limitrofi del fumetto e del teatro di figura.

Allora perché continuiamo a vedere il bicchiere mezzo vuoto? Sopratutto perché, in tutta evidenza, non siamo stati capaci di attivare una 'comunità' che ci sostenga e aiuti nel nostro lavoro. A fronte dei 310 post di questi primi dodici mesi, solo 150 sono stati i commenti dei lettori. Pochini pochini e, nella maggior parte dei casi abbiamo dovuto registrare, in calce agli articoli, un laconico e sconsolante commenti zero.
Eppure era chiaro, o almeno credevamo lo fosse, che la pagina poteva diventare viva solo con il contributo di tutti, con le proposte e le informazioni che, da ogni parte, ci giungessero. Altrimenti tutto sarebbe restato solo il bollettino di una parrocchia, la nostra.

Ringraziamo comunque tutti quelli che ci hanno segnalato iniziative, inviato notizie, libri da segnalare, eventi da seguire. Ci sono stati, ma ne vorremmo molti di più e molto più attivi e presenti nelle nostre pagine. Non vorremmo trasformare il blog in una palestra del chiacchiericcio ma vorremmo che fosse, sempre più, quello che avevamo pensato un anno fa; un servizio attivo e pulsante per il settore.