domenica 16 giugno 2013

Illustrazione d'antan. 13. Winnie the Pooh

Ernest H. Shepard, Winnie the Pooh

“Gli animali si trovavano là, nella camera del bambino. La mia collaborazione, in quanto autore, dotava ognuno di loro di una voce individuale: il loro proprietario, che li amava, aveva conferito loro quell’estro di carattere che ben definiva la loro personalità, e l’artista, Shepard, li ritraeva, si può dire, dal vivo. Erano lì, sotto gli occhi di tutti. Io non li ho inventati, li ho descritti…” (A. A. Milne)


Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

Tra la cameretta di Christopher Robin, il figlio di Alan Alexander Milne, e il Bosco dei cento acri, intorno alla loro casa di campagna, ad Ashdown, nel Sussex, si svolgono le avventure domestiche di Winnie the Pooh e dei suoi amici di pezza, il maialino Piglet, l’asino Eeyore, Tigger, il canguro Kanga...

Milne, nato a Londra nel 1882 e morto nel 1956, scrisse le prime storie di Pooh nel 1926 e quelle storie furono il tramite per entrare in comunione perfetta con il figlio. Milne era un uomo chiuso e introverso, taciturno, (“Papà teneva il cuore ben abbottonato”, scrisse tanti anni dopo, ormai anziano, Christopher Robin) e il raccontare le storie minime di quegli animaletti di pezza (una merenda di pane e miele, una passeggiata nel bosco, la costruzione di una capanna di frasche...) aveva quasi il senso di un esorcismo verso una riservatezza ai limiti della solitudine.

L’orsetto Winnie, comunque, gettò un ponte tra padre e figlio che diventò quasi ‘collaborazione’ creativa: “Non è facile - scrisse ancora Christopher Robin - fissare la precedenza delle situazioni volta per volta. Sono stato io a combinare qualcosa che mio padre ha elaborato in forma di testo, o non si sarà talvolta partiti dal racconto? Lui era a caccia di idee ma lo ero anch’io. Lui pensava ai suoi racconti, a me sarebbero serviti per i miei giochi. Ci siamo ispirati a vicenda...”
Quale ne sia stata la genesi prima, i racconti di  Winnie, ‘orsetto dal poco cervello’, come si definisce lui stesso, ebbero un travolgente successo, dapprima sul London Evening News, poi raccontati per radio, infine raccolti in volume.

Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

A tradurre in immagini la vita del Bosco dai cento acri, pensò un illustratore del Punch, Ernest Howard Shepard*, cui, oltre alla saga di Winnie the Pooh, si dovranno le illustrazioni di un altro evergreen inglese per l’infanzia, il Vento tra i Salici di Kenneth Grahame.

Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

Shepard, per le sue illustrazioni, si ispirò ai pupazzi di Christopher Robin ma tenne a dichiarare che il modello  ispiratore dell’immagine di Pooh, non era l’Edward Bear di Christopher, ma il Teddy Bear di suo figlio, un pupazzo di nome Growler che fece fine ingloriosa, essendo stato distrutto dai morsi del cane di famiglia.

Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

Il lavoro di Shepard fu molto apprezzato da Milne che gli rese un commovente, pubblico omaggio:

When I am gone,
Let Shepard decorate my tomb,
And put (if there is room)
Two pictures on the stone:
Piglet from page a hundred and eleven,
And Pooh and Piglet walking (157)…
And Peter, thinking that they are my own,
Will welcome me to Heaven.* *

Ernest H. ShepardWinnie the Pooh

I disegni di Shepard sono in bianco e nero, in punta di penna, sobri ed eleganti, appena accennati. Uno stile nervoso ed essenziale, capace però di definire a tutto tondo il carattere di quei personaggi e il background dove si snodano le loro avventure. Shepard riuscì a dare a Pooh e ai suoi amici un’immagine ‘assoluta’, si potrebbe dire, che non sarà più cambiata, nelle linee essenziali, nemmeno quando, nel 1961, i diritti per il personaggio furono ceduti alla Walt Disney.

Walt DisneyWinnie the Pooh
La Disney fece diventare l’orsetto pasticcione, dal poco cervello, una delle star di primissima grandezza del suo universo mediatico e commerciale.
Una persistenza iconica, quella determinata da Shepard, che ricorda la vicenda analoga di Sir John Tenniel per Alice’s in Wonderland. Anche in quel caso Walt Disney preferì ispirarsi, per il suo film di animazione, ai disegni dell’artista inglese, anziché crearne di nuovi e completamente originali.
Un omaggio, nell’uno e nell’altro caso, alla forza visionaria di Tenniel, da una parte, e di Shepard, dall’altra.

Walt DisneyWinnie the Pooh

* Arthur R. Chandler, The Story of E. H. Shepard: the Man who drew Pooh,  2001, Trafalgar Square

**Quando me ne andrò, lasciate che sia Shepard a decorare la mia tomba, e metta, se c’è spazio, due disegni sulla pietra: Piglet tratto da pagina 111, e Pooh e Piglet che camminano, pagina 157. E Pietro, pensando che quei personaggi sono i miei, mi darà il benvenuto in Paradiso.



1 commento:

  1. Bellissime queste illustrazioni per bambini! Mahee Ferlini

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