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domenica 9 giugno 2013

Libri recuperati. 32. Prontopo soccorso

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


32. Bernard Stone, Ralph Steadman. Prontopo soccorso


La storia di Bernard Stone e Ralph Steadman fu pubblicata in Italia nel 1978, dalle edizioni del Quadragono, e chissà se oggi, in tempi molto più 'politicamente corretti', ci sarebbe ancora qualcuno che potrebbe pensare di editarla, con tutti quei topi che si aggirano tra le corsie notturne di un ospedale e che suggeriscono, ai nostri palati modernamente più schizzinosi, una sensazione sottilmente sgradevole, quella cioè di un luogo sporco, quasi infetto, abitato da presenze molto discutibili.


Ma, come avrebbe detto il Manzoni, omnia munda mundis, e la storia dei topolini ammalati, che si svolge di notte sotto il letto del povero Enrico, ricoverato per una non meglio precisata 'operazione', altro non è che una sorta di transfer con cui il bambino trasporta la sua malattia in un luogo 'altro', dove può sublimarla e quasi esorcizzarla.


La fantasia come supporto alla terapia, dunque, con le storielle intrecciate dei topolini che hanno gli stessi mali degli uomini, che hanno bisogno anch'essi di dottori, medicine, ingessature, diete. E che, come gli uomini, si lamentano, accusano dolori a volte inesistenti, temono e ingigantiscono il male. Finché anche per loro non giunge l'alba e scompaiono nei muri, insieme all'apparire dell'infermiera che viene ad annunciare a Enrico la guarigione e il conseguente ritorno a casa..


Prontopo soccorso, Una storia di Bernard Stone, illustrata da Ralph Steadman, Quadragono Libri, 1978.

mercoledì 13 febbraio 2013

Libri recuperati. 31. Tre galline sotto la luna

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


31. Marcello Ceccarelli, Paola Pallottino. Tre galline sotto la luna 


Paola Pallottino è tra i massimi esperti, a livello internazionale, di illustrazione e immagine. Lunghissimo il suo palmares e di assoluto prestigio e autorevolezza. Attualmente insegna all'Accademia di Belle Arti di Bologna e la sua opera più conosciuta, Storia dell'illustrazione italiana, recentemente ristampata da Usher Arte, è fondamentale per l'approfondimento della materia.

Paola Pallottino non è però solo questo. In altre epoche ha scritto i versi di alcune delle più belle e famose canzoni di Lucio Dalla (4 marzo 1943, ad esempio), e ha pubblicato alcuni bei libri per ragazzi da lei illustrati.
Abbiamo ripescato queste Galline sotto la luna, scritto da Marcello Ceccarelli e pubblicato da Marsilio nel 1974. Un modo elegante per imparare a far di conto. Anche se le galline, finite arrosto, non crediamo sarebbero d'accordo, quasi quarant'anni dopo, con la fine della storia.

C'è 1 cane ferocissimo nella campagna sotto la luna,

con 2 ladruncoli di polli travestiti da ladri veri

 
e 3 galline placide e grasse che sognano il loro pranzo di Pasqua.

Arrivano 4 contadini ansanti e furibondi che gridano: Al ladro! Al ladro!

mentre 5 ombre furtive scivolano via nella notte.

Ecco all'inseguimento 6 carabinieri, 2 con i baffi e 4 senza...

(Arrivano anche il Maresciallo e il cane, quindi sono 8)
... e 9 con 1 cacciatore che vuol fare anche lui bella figura.

(Il cane vede le galline)
e subito ne mangia 1 in ricompensa della sua bella corsa

(Intanto 1 carabiniere...)
si avvia tutto fiero verso il paese insieme ad altri 2 suoi compagni.

(Le galline saranno il pranzo di Pasqua. 
Abbiamo visto finalmente tutti i personaggi della grande Festa:
  1 generale con medaglie, 1 cardinale con paramenti, 1 cacciatore con fucile, 
1 maresciallo con sciabola, 6 carabinieri (2 con baffi e 4 senza), 
4  contadini robusti e bruni, 2  contadine floride e bionde, 2 galline arrosto, 
8 fiaschi di vino rosso e 1 vasetto di fiori.
Totale 27 attori della favola che mangiano o sono mangiati)

mentre i 3 fuori dall'uscio annusano il buon odore che sale verso la luna.


Marcello Ceccarelli, Paola Pallottino, Tre galline sotto la luna, Marsilio Ragazzi, 1974.


martedì 5 febbraio 2013

Libri recuperati. 30. Maiali

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


30. George Orwell, Andrea Rauch. Maiali 



Georhe Orwell disegnato da Andrea Rauch
"Per chi non lo avesse mai conosciuto bisogna subito dire che il mio amico George era un raccontastorie raffinato e affascinante. 
Ci riunivamo spesso a casa sua, quell’anno. George versava per tutti due dita di liquore poi, sprofondato nella sua poltrona vicino al caminetto, socchiudeva gli occhi, giungeva le lunghe dita davanti al viso quasi a raccogliere le idee, e iniziava a raccontare. Quella sera, era un sabato di metà novembre e l’umidità dell’autunno si faceva sentire, ci annunciò una storia sentita, a suo dire, nell’osteria di un paese che aveva visitato l’estate prima. Una storia vera, disse, ma singolare e strana. 

‘Una storia vera’, ripeté, e strinse gli occhi quasi per un segno convenuto. Tutti ascoltavamo in silenzio e il fuoco riscaldava la stanza."


La storia che George Orwell racconta agli amici riuniti attorno al fuoco è quella della Fattoria degli animali: gli animali che si ribellano alla tirannia dell’uomo e instaurano una società nuova basata sulla solidarietà, sulla divisione del lavoro, sull’eguaglianza. L’aveva  detto il Vecchio Maggiore, all’inizio del racconto:


“Questo è il messaggio che vi lascio. Rivoluzione, compagni! Non so quando avverrà: oggi, domani o fra cento anni. Ma questo deve essere il vostro orizzonte e lo scopo di ogni vostro agire. Tutti gli animali saranno uniti perché tutti gli uomini sono nemici. E badate bene di non assomigliare nei vizi all’uomo, quando lo avrete sconfitto. Non andrete mai a vivere in una casa, non vestirete panni, non berrete alcolici né toccherete denaro. Tutte le abitudini dell’uomo sono malvagie. Mai un animale si troverà a uccidere un altro animale. Tutti gli animali sono uguali e fratelli in diritti...”


Poco a poco però i maiali, all’inizio 'avanguardia  e guida della classe operaia', prendono il sopravvento  e la società giusta degli uguali torna ad essere una società basata sull’arroganza, la prevaricazione, l’ineguaglianza, lo sfruttamento. Al comandamento primo e fondamentale della Fattoria che dettava  “Tutti gli animali sono uguali”, viene aggiunto un rigo di correzione, “… ma alcuni sono più uguali degli altri.”


La corruzione di quella prima idea di socialismo, la purezza in cui anche Orwell aveva creduto, si piega all’orrore staliniano e ce ne mostra l’esito sconsolato. I maiali possono alla fine accordarsi con quegli uomini che avevano combattuto e, alla fine, non si riesce più a distinguere il volto degli uni e degli altri.


"George aveva finito il suo racconto e l’ora si era fatta tarda. Ci alzammo dalle nostre poltrone, al tepore del caminetto, salutammo e prendemmo silenziosi la via di casa. La notte era scesa nebbiosa, rischiarata appena dalla luce di lampioni fiochi. George, al solito, non aveva commentato la sua storia e si era guardato bene dall’indicarci una morale, se mai una ce n’era. Eppure, mentre in silenzio camminavamo per le vie deserte della città, con il solo rumore dei nostri passi, esitavamo a gettare un occhio verso le vetrine deserte dei negozi. Avremmo visto specchiata la nostra faccia o la faccia di un maiale? O non saremmo riusciti più nemmeno noi, come gli animali, a distinguere?"


Maiali, La Fattoria degli animali raccontata da George Orwell ad Andrea Rauch, 
La Biblioteca Junior, 2005, euro 16,00

lunedì 21 gennaio 2013

Libri recuperati. 29. Prima che venga giorno

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


29. Fabrizio Silei. Prima che venga giorno



Prima che venga giorno racconta di una strage: dodici uomini, contadini di Pratale, nei pressi di San Casciano Val di Pesa, alle porte di Firenze, portati nel bosco e fucilati dagli ultimi tedeschi in ritirata davanti all’avanzare delle truppe alleate. Era il luglio del 1944, al passaggio del fronte, e, mentre quegli uomini morivano, di lontano si sentivano gli echi della gioia per la liberazione che, nel loro caso, avrebbe voluto dire il ritorno alla normalità del lavoro nelle campagne, mentre le spighe di grano erano già gonfie e la stagione calda era appena arrivata.

Il racconto di Fabrizio Silei (Lineadaria, 2010) si snoda su due percorsi convergenti. Quello ‘oggettivo’, corale, è un affresco della campagna toscana, il racconto della terra e delle bestie, del lavoro e del riposo, dei bambini che crescono e dei vecchi che l’età asciuga e indurisce. Sullo sfondo, come una cappa nera che opprime tutte le cose, la guerra, con cui si devono comunque fare i conti.
Carlo, il capoccia della famiglia Lotti, è già stato in guerra, l’altra, ed era a Caporetto. Ma quella volta si era salvato e sa, in fondo, che l’appuntamento con la morte è solo rimandato, anche se è morte per una guerra che, questa come quella, non riesce né a comprendere né a giustificare. In fondo, questa e quella, sono le guerre dei signori, che mandano altri, loro, contadini inconsapevoli, a combatterle e a morirvi.

Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

Poi c’è il percorso ‘soggettivo’ di Mirella, la bambina che, con le altre donne e gli altri bambini, fu risparmiata dalla strage e che, dopo sessant’anni, ha ancora negli occhi il momento in cui si dovettero raccogliere e ricomporre i poveri resti di quegli uomini. A Mirella resta solo una scatola di cartone con le poche fotografie del babbo, del nonno, della mamma: ricordi fissati sulla carta che si sovrappongono alla memoria indelebile dell’orrore. Un orrore che lei, Mirella, non riesce a elaborare perché per loro, per i sopravvissuti e per i morti, non c’è stata giustizia. Quegli uomini sono stati massacrati senza un perché: non erano partigiani, erano contadini, non c’era in corso nessuna battaglia e nessuna rappresaglia. La guerra si stava allontanando  a nord e aveva lasciato quei poveri corpi nel bosco di Pratale.

La memoria di Mirella è sconsolata se non rassegnata: torna spesso ai giorni che precedettero la strage, li rivive in flash back che a volte hanno il sapore delle epopee fiabesche: sono immagini di attimi, un vestito per la prima comunione, un paio di scarpine nuove, il primo gelato mangiato a casa del conte.

Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

E poi, in appendice al racconto, c’è la fredda documentazione ufficiale, quella che dovrebbe fare la storia, rimettere le cose a posto e permettere la comprensione degli eventi. Ma la realtà della strage di Pratale è ambigua e i documenti parlano e rimandano a punti di vista contraddittori. Ci fu tradimento? Una spiata, forse? Chi era il ‘Farinaio’ e che ruolo ebbe, se lo ebbe, nella preparazione della strage? Era un manutengolo dei tedeschi in fuga, con cui si vedeva bazzicare spesso, o un antifascista partigiano? E loro stessi, i morti, furono eroi della Resistenza, come volle poi la retorica ufficiale, o solo contadini inconsapevoli, stritolati dalle maglie di una storia che loro non avrebbero voluto vivere?

I documenti che Fabrizio Silei pubblica in calce al suo racconto lasciano aperte tutte le possibilità, nella definizione irrisolta di questo gioco delle parti. Ma l’autore ha, ovviamente, una sua verità di scrittura. È la verità storica e antropologica della vita dei campi, delle povere cose che rendevano dura e bella quella vita, è la verità dell’amore per la terra e per le bestie, la verità di fatti e parole che possono vivere ancora sublimati dal ricordo. Indelebili come una fotografia che non accenna a sbiadire.

Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

Come i ricordi di Mirella Lotti anche le immagini dolenti di Sonia Maria Luce Possentini, che illustrano il racconto, sono frammenti spezzati di memoria. Flash di attimi, sogni o incubi cupi, sfumati e indistinti come fossero ricoperti da una caligine scura. Volti senza nome, mani che afferrano il nulla, motociclette che avanzano per viottole di campagna. Sono balbettìi di ricordo che stentano a trovare logica definizione, che raccontano a modo loro la stessa storia: quella del dolore senza fine di chi non riesce a darsi pace.

Fabrizio Silei, Prima che venga giorno, illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, Lineadaria, 2010, euro 12,00.

mercoledì 14 novembre 2012

Libri recuperati. 28. Caffeina d'Europa

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


28. Pablo Echaurren. Caffeina d'Europa


Caffeina d’Europa è la biografia ideologico-futurista di Filippo Tommaso Marinetti che Pablo Echaurren ha dato alla stampa, nel 2009,  per Gallucci. Stampa e ristampa perché la storia intellettuale di Marinetti, ben in anticipo sul centenario della scruttura del manifesto del futurismo (nel 2009 appunto), Pablo l’aveva redatta e disegnata nel 1983. Caffeina d’Europa può considersi, quindi, a buon titolo, un prototipo italiano di graphic novel.

È un romanzo grafico difficile e ostico, e nulla concede al lettore incauto e inavveduto, questa Caffeina di Pablo, che si fa trascinare nella febbre entusiastica e retorica delle parole 'libere' del protagonista eponimo della narrazione e si getta in quarant’anni di storia culturale e politica italiana senza mai tirare il fiato, al centro di un vortice di parole, di suoni e immagini, di riferimenti pittorici deliranti, meravigliosamente e straordinariamente folli.




Caffeina d'Europa è una lettura-fumetto in apnea. Non si riesce mai a decidere se essere definitivamente ‘stuccati’ dalla continua enfasi trombonesca o affascinati dalla, anch’essa continua, analisi autodistruttiva e febbrile della voce narrante (Marinetti medesimo, naturalmente). 
Il ritratto dell'inventore del futurismo e quello della sua vicenda politica, escono filtrati e distorti al tempo stesso dalle sue parole, piene di 'sincerità' esaltata e di eccessività maniacale. Parole rigonfie, ridondanti, estreme. Parole comunque autentiche, artefatte per generosità; follia lucida e totale.




Chi era dunque Marinetti per Pablo Echaurren, collezionista di libri futuristi e gran cantore di luci e ombre delle avanguardie storiche:
 “..l'iniziatore di ogni rivolta contro il preconcetto in arte e non solo in arte. A mio avviso Marinetti è il più grande artista del '900. A tutto tondo. A Marinetti si deve lo svecchiamento della cultura e l'anticipazione di molte forme espressive. Le sue tavole parolibere sono ancora insuperate in quanto a modernità. I suoi programmi sono una miniera da scavare e in cui trovare gemme da sfruttare, non solo ammirare."


E cosa è stato il futurismo di cui Marinetti fu inventore e cantore massimo?
 “Il futurismo sta lì a testimoniare che l'arte è qualcosa di troppo importante per essere lasciata in balia di politici e critici di parte. Il futurismo è l'incitamento a andare controcorrente e a superare le distanze tra l'arte e la vita…”

Pablo Echaurren, Caffeina d'Europa, Vita di Marinetti, Gallucci, 2009, euro 13,00.

martedì 23 ottobre 2012

Libri recuperati. 27. Giovanna e i suoi re

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


27. Lia Levi. Giovanna e i suoi re



Il 18 aprile 1946 gli italiani scelsero la Repubblica e i Savoia partirono per l'esilio. Cominciava per l'Italia una storia nuova e diversa, senza più 'gli uomini neri' a contornare quella dinastia che non aveva dato al paese, in tempi recenti, nessun Cuor di Leone.

Con quali occhi un bambino avrebbe potuto vedere quei rivolgimenti epocali? Poteva capire cosa fosse un re e cosa fosse un presidente? Poteva avvertire la differenza tra monarchia e repubblica?
Lia Levi e Simone Tonucci, in occasione del 60° anniversario della nascita della Repubblica italiana prepararono, nel 2006, per Orecchio Acerbo, un libro che ci racconta la storia della bambina Giovanna, delle sue curiosità e dei suoi turbamenti al passaggio istituzionale.
Giovanna legge spesso libri di fiabe che parlano di re e di regine che possono far tutto e ordinare tutto a tutti (magari, suggerisce Lia Levi, anche di mangiare la minestra di pasta e patate che Giovanna proprio non sopporta!). Sono re che possono apparire di notte a passeggiare nella stanza di Giovanna ma in fondo lei sa che sono personaggi di fantasia.


In Italia però, il paese dove Giovanna vive "... c'era un vero re ma non era bello, e neanche simpatico." All'arrivo degli stranieri cattivi questo re non aveva fatto come nelle fiabe, non era corso a combatterli, anzi; era scappato a gambe levate lasciando tutti con una gran paura delle bombe che intanto cadevano. Una brutta situazione e la gente non l'aveva presa bene. Quando la guerra era finita ci si era dunque posti il problema se riprendersi o no quel re fifone.


Il papà spiega a Giovanna quali saranno i meccanismi del referendum tra monarchia e repubblica e se vincerà la repubblica ci sarà una nuova figura, il presidente, che sarà forse "una persona buona che voglia bene a tutti gli altri." Come il signor Alfonso, il farmacista che regala sempre le caramelle a Giovanna.

Naturalmente noi conosciamo già lo scioglimento della storia. E quando finalmente sarà insediata la repubblica, nella stanza di Giovanna, di notte, non compariranno più re o regine ma uomini normali. Il presidente, i suoi ministri, le sue 'ministre'. E il presidente non potrà che somigliare al signor Alfonso, farmacista.


Giovanna e i suoi re è un bel libro. Parla ai bambini di storia ma è una storia che i bambini sanno, e possono, raccontarsi e capire. Un testo chiaro ed essenziale che non indulge all'orribile slang 'bambinese' che ancora ammorba molti libri per l'infanzia. Un libro rispettoso, attento alla realtà e alla fantasia. Un libro che, come è costume di Orecchio Acerbo, fonde in un unicum equilibratissimo il testo di Lia Levi, i bei disegni di Simone Tonucci (un po' surreali, un po' decò, un po' fiabeschi, un po' didascalici) e la grafica editoriale.
Una proposta che è apparsa felice non solo a noi. Carlo Azeglio Ciampi, allora presidente della Repubblica (quel signor Alfonso di cui parla Giovanna) fu sponsor autorevole del libro e si fece, allora, parte diligente per veicolarlo nelle scuole.

Lia Levi, Giovanna e i suoi re, illustrazioni di Simone Tonucci, Orecchio Acerbo, 2006, 12,00 euro.

mercoledì 10 ottobre 2012

Libri recuperati. 26. Esercizi di stile su Cappuccetto rosso

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


26. David Conati. Esercizi di stile su Cappuccetto rosso


Qualche mese fa, presentando un libro di Andrea Sottile, La principessa capovolta, abbiamo parlato di quel capolavoro dello strutturalismo che sono gli Esercizi di stile di Raymond Queneau. Dobbiamo ancora riferici a Queneau, per parlare di altri Esercizi di Stile, questa volta su Cappuccetto Rosso, dovuti alla penna di David Conati.

Cappuccetto Rosso è comunque, di per sé, un esercizio di stile, con le varie versioni, da Perrault ai Grimm (per non parlare degli illustratori), che hanno invaso nei secoli la storia della letteratura. Conati pare scegliere, come archetipo, la versione dei Grimm (quella con i cacciatore, più politicamente corretta!?) e ce la restituisce sotto forma di storia, riassunto scolastico, ricetta, annuncio economico, telegramma, articolo di cronaca, canzone, telefonata, filastrocca, bugiardino ecc.
David Conati, che è musico e fabulatore, si arrampica su Cappuccetto e lo trasforma in ilare oggetto di divertimento. Anche Queneau, ne siamo certi, avrebbe approvato.

Annuncio economico

AAAA... Vendesi come nuova mantellina rossa usata una sola volta, telefonare ore pasti, lupi esclusi.
Cappuccetto

Telegramma

Frittelle pronte STOP
Arrivo domani mezzogiorno con mantello rosso STOP
Mamma dice stare attenta lupo io no paura passerò per bosco STOP
Cappuccetto

Laboratorio con David Conati, L'Aquila, settembre 2012 



David Conati,  Esercizi di stile su Cappuccetto Rosso, Edizioni Mela, 2009, euro12,00

lunedì 24 settembre 2012

Libri recuperati. 25. La freccia di Ulceda

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


25. Antonio Faeti. La freccia di Ulceda


Il “libro d’occasione” è un genere parecchio praticato dalla saggistica contemporanea. Una raccolta di testi sparsi, pagine brevi legate da un tema, da occasionalità le più varie oppure dall’appartenere ad un’unica rubrica di un settimanale o di un quotidiano. Testi quindi che, all’inizio, si trovavano a loro agio nel contesto dell’attualità da cui originavano.
 Facile capire quale sia il rischio di simili raccolte: l’invecchiamento rapido, la perdita dei riferimenti essenziali, lo strabismo epocale, il variare delle prospettive. Per queste raccolte un destino possibile è la progressiva evanescenza di testi e quindi, di significati. Libri che nascono e vivono già ‘datati’, si potrebbe dire.

Rischio che, certo, ha corso volontariamente il  volume di Antonio Faeti,
 La Freccia di Ulceda, editore Coniglio, che contiene le recensioni che Antonio andava compitando nella rubrica l’Occhio del gatto su Comic Art alla metà e fine degli anni ottanta.

 Si parlava in quella rubrica delle emergenze nel mondo del fumetto e dell'illustrazione, delle uscite di albi allora giudicati significativi, di ricorrenze varie e diverse (i cinquant’anni del Vittorioso o la morte di Angela Giussani, per dire). Si andava giù di analisi e, spesso, di polemica. Si chiosava l’ultima avventura di Tex Willer e l’esordio di Dylan Dog. Protagonisti di quella rubrica erano, citando alla rinfusa, Cino e Franco, il professor Mortimer, Martin Mystere, Diabolik, ma anche Yambo, Felix Vallotton, Gabriele Galantara, Edward Hopper.



Diabolik

Tex Willer

Perché dunque la lettura della Freccia di Ulceda non ci ha dato il senso del deja vù, perché non abbiamo sentito la distanza che ci separa, oggi, da quelle lontane occasionalità di analisi e di commento critico?


La risposta crediamo non sia tanto in “quello che si racconta” ma in “chi e come ce lo racconta”, nella capacità di Antonio Faeti non solo di acutezza analitica e di precisione interpretativa ma soprattutto nella sua scrittura, nitida e affilata eppure immaginosamente ricca e vitale. La scrittura di Antonio è capace di cogliere ogni sfumatura, anche la più apparentemente inessenziale, e di restituircela come 'fondamentale' tranche de vie. Riesce quindi nell’operazione continua (fondamentale in questo caso!), di inserire la propria esperienza di vita nel fumetto e di rapportare questa a quello, senza creare gerarchie di importanza, in un flusso di racconto ricco di fascino e denso di significato. 



Naturalmente quando parliamo della ‘esperienza di vita’ di Antonio non ci riferisce a grandi avvenimenti ma alle "piccole cose di pessimo gusto", ai minima moralia quotidiani (scendere all’edicola sotto casa, prendere il tram, guardare un film alla televisione, tenere una conferenza a un gruppo di maestre elementari…). Si dirà che in questo modo Antonio Faeti abdica dal compito primo dell’analista e del critico, attento com’è più alla divagazione e al contorno che non all’oggetto dell'analisi. Alla fine della lettura ci accorgiamo però che quella che Antonio ci ha tenuto, con il suo stile rotondo e pacato, così simile quando parla e quando scrive, è una complessiva lezione sul ‘metodo’, una guida sul modo di guardare e capire le figure, di leggere quello che ogni buon autore dovrebbe desiderare di mettere in evidenza; il collegamento inevitabile con i valori e gli accadimenti della sua società, del suo tempo, di tutti i tempi.

Felix Mio Mao

Fumetti e storie disegnate e illustrate, quelle della Freccia di Ulceda, che ci parlano dunque di Mio Mao, ma anche di AIDS, che ci raccontano di Diabolik ma anche di certi tic della buona borghesia, di avventura esotica ma anche di pedagogia spicciola. 

La società fumettata che ci racconta Antonio è certo la sua, la leggiamo come in filigrana, ma se la prendiamo tutta intera è lo specchio in cui anche noi, amiamo o non amiamo i fumetti, possiamo rifletterci. Per capire un pezzetto della nostra storia e della nostra esperienza e cercar di vederne riflessa l’immagine lontanissima e vicina.

ps. Non vi diremo chi era l'Ulceda della freccia. Chi non lo sapesse, o non lo ricordasse, può trovarlo a pagina 96.

Antonio Faeti, La freccia di Ulceda, di fumetto e altro, Coniglio editore, 2008, euro 18,50.

martedì 28 agosto 2012

Libri recuperati. 24. Dove c'era un prato

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


24. Jörg Muller. Dove c'era un prato


C'è un prato, in una zona collinare con le montagne sullo sfondo: nel mezzo una casetta rosa con i tetti spioventi. Davanti c'è un albero che, a primavera, mette fiori bianchi. C'è, o meglio, c'era. Perché poi arrivano la ferrovia, e poi le strade asfaltate e le auto, e poi i grandi silos, e poi le gru con lo stabilimento industriale, e la casetta rosa con i tetti spioventi viene abbattuta per far posto alla superstrada che lambisce il prossimo, inevitabile, centro commerciale.



Il libro di Jörg Muller è del 1973 (Alle Jahre wieder saust des Presslufthammer nieder, nel titolo originale edito da Saurlander). In Italia lo aveva proposto, l'anno seguente, la Emme Edizioni e Rosellina Archinto aveva accompagnato le tavole, ampie e ariose, dell'artista svizzero con brevissime didascalie che raccontavano una storia complessiva di trasformazione e/o di deturpazione del territorio che, in verità, era già perfettamente chiara dallo scorrere dei disegni.


Un racconto esemplare comunque, asciutto ed essenziale. Le parole non possono aggiungere nulla alla forza delle immagini; possono, al più, evidenziare il senso di nostalgia, politicamente ecologica, che ci prende di fronte allo stupro continuo e arrogante del territorio.
"Questo libro - scrive Rosellina Archinto all'inizio della storia - spiega come, nel corso di pochi anni, si distrugge un bel prato. È una storia che si ripete un po' dovunque. Perché non cerchiamo di evitarlo?"
Parole del 1974.



Jörg Muller, Dove c'era un prato, Emme edizioni, 1974.

domenica 1 luglio 2012

Libri recuperati. 23. I colori

Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri memorabili per testi e immagini. Libri.


23. Luigi Veronesi. I colori

Libro 'recuperato' molte volte, questo Colori di Luigi Veronesi, che fu preparato dal grande artista nel 1945, riproposto da Rosellina Archinto per la Emme nel 1978 e poi nel 1997 da Corraini.

Nella storia poetica ed elegante dei rettangolini, triangolini, dischi che giocano e si sovrappongono sulla pagina bianca c'è il ricordo dei due quadrati di El Lissitskji e l'anticipazione del Piccolo blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni.
C'è anche la consapevolezza di come la grafica possa assumere, di per sè e in maniera autoreferenziale, una valenza narrativa assoluta.



Nel silenzio di un quadrato bianco un bel triangolo giallo si ferma a riposare.



Subito il suo fratellino lo raggiunge; i triangoli diventano due, 
e stanno cheti e buoni dentro la calma luce del quadrato.



A un tratto che succede? Un'ombra, un'ombra grande e scura viene avanti, minaccia...
un grosso disco azzurro entra nel quadrato e rotola verso i triangoli.
La pace è finita.



I poveri triangoli, spaventatissimi, tentano di scappare di qua e di là, 
ma il disco azzurro, grande e grosso e senza punte, corre più di loro e riesce a fermarli.



Acchiappa il triangolo più grande e... meraviglia! 
Appena lo tocca si sovrappone a lui, ecco che il suo colore 
si fonde col giallo e diventa verde.



E mentre il triangolino giallo sta cercando di capire come mai 
il fratello più grande abbia cambiato colore, ecco che dall'alto spuntano, 
vispi vispi, due rettangolini rossi.



Altri vengono su dal basso, una vera brigata di monelli 
che hanno voglia di giocare.


Tutti si mettono a correre verso il gruppetto giallo verde azzurro, 
e accade un altro fatto misterioso: il primo rosso che arriva, 
appena incontra il giallo cambia colore: il giallo con rosso diventa arancione.

Ma le meraviglie non sono finite. Allegri e felici del loro gioco magico rettangoli 
e triangoli si rincorrono e si accavallano per creare nuovi colori; 
infatti un rettangolino rosso va sul disco azzurro e diventa viola.



Un altro più coraggioso si spinge fin sul verde, ma, poverino, 
gli succede una disgrazia: i colori quando son in tre si arrabbiano 
tanto che si ammalano e muoiono; e quando i colori muoiono tutto diventa nero. 
Così dove il rosso va sul verde, che è già formato dal giallo e dall'azzurro,
diventa nero, nero come il carbone...



...nero come la paura. È prepotente il nero ed è più forte 
di tutti i colori; diventa sempre più grande...


... sempre più grande...



... fin che nasconde tutti i colori e li fa scomparire.



E quando è scomparso anche il quadrato bianco tutta la pagina diventa nera.
Nera come il buio della notte.


Luigi Veronesi, I Colori, Corraini, 1997 (2007, sec. ed.), euro 18,00.