Così questo mese ci è capitato di leggere sull’Informatore Coop (area Toscana) la lettera di un cliente che pone il problema della distribuzione e vendita dei libri all’interno dei grandi magazzini di quell’azienda. Pubblichiamo la lettera e la risposta del direttore dell’Informatore riservandoci, in calce, un breve commento.
Giulio Mazzetti – Firenze
Il problema più grande delle librerie non è la concorrenza della grande distribuzione, ma il fatto che in Italia ci sono pochi lettori: solo il 5% degli italiani legge un libro al mese e, nella maggior parte dei casi lo compra in libreria (75 libri su 100 sono venduti lì); la grande distribuzione (super e ipermercati) copre appena il 15% del mercato, e quel poco che resta passa per le edicole, le fiere, internet. Per noi avere un piccolo reparto per i libri è un modo di contribuire alla loro diffusione, non tanto un'occasione per incrementare le vendite: forse renderebbe di più mettere in quel piccolo spazio bottiglie di vino o di birra! Invece, la cultura è anche un nostro impegno, e riconoscere al cliente il 15% di sconto è un modo per stimolare la gente a leggere. Anche perché i libri spesso costano troppo e non tutti se li possono permettere. Ed è questo un altro grave motivo di crisi delle librerie e dell'editoria in generale.
Antonio Comerci – Direttore Informatore Coop
(p&p) Dove si dovrebbe dedurre, a fronte delle obiezioni di un 'cliente' interessato che la grande distribuzione si erge in qualche modo a paladina della cultura e della lettura in spazi che certo renderebbero di più se dedicati alla birra e al vino. Risposta virtuosa ma ipocrita, viene da dire, perché sposta l’attenzione sul fatto che i libri “… costano troppo e non tutti se li possono permettere. Ed è questo un altro grave motivo di crisi delle librerie e dell'editoria in generale.”
Noi abbiamo avuto scarse frequentazioni con la grande distribuzione e in ambito (quello regionale) ancor più ristretto e marginale di quello che segnalava il lettore.
È vero che la Coop pratica uno sconto ai clienti del 15% sul prezzo di copertina ma è anche vero che impone all’editore, in conto proprio e/o per mezzo del distributore dedicato, uno sconto del 60% e il conto deposito. Vale a dire un buon 10% in più di un normale rapporto di distribuzione nelle librerie, senza alcun obbligo di acquisto da parte del 'negozio' venditore. Ne consegue che a fare lo sconto ai potenziali clienti non è la Coop ma l’editore.
Allora, i libri costano troppo? E perché costano troppo? E chi sono le virtuose vergini che difendono i lettori?


