lunedì 24 ottobre 2011

Tullio Pericoli: il paesaggio e il ritratto

Due mostre di Tullio Pericoli, Ritratti e Viaggio nel paesaggio, curate da Laura Accordi e presentate in tandem dal Comune di Fiesole e dalla Libreria-Galleria d’Arte Babele di Firenze.

Tullio Pericoli ritratto da Andrea Rauch, 1990

Allestita dal 29 Ottobre 2011 all’8 Gennaio 2012 nel Museo Civico Archeologico di Fiesole (sala Costantini, via Portigiani, 9), la mostra Ritratti presenta 52 opere. Volti di personaggi famosi, dell’arte e della cultura, che hanno amato la Toscana e vi hanno lasciato indelebili testimonianze.  
Inaugurazione: sabato 29 Ottobre alle ore 12.00.

La Libreria-Galleria d’Arte Babele (Firenze, via delle Belle Donne, 41/r).presenta invece l’altra parte della rassegna, dal titolo Viaggio nel paesaggio, dal 29 Ottobre al 24 Novembre 2011. 24 opere (acquerelli e grafiche), dove il confine tra uomo e natura si fa più sottile e sfumato.
Inaugurazione: sabato 29 Ottobre alle ore 17.30.



Il paesaggio: le parti e il tutto

Per orientarsi tra i segni di quelle Marche della memoria, che sono l’humus del recente lavoro sul paesaggio di Tullio Pericoli, non sarà inutile riandare a due citazioni, essenziali chiavi di lettura, che l’artista aveva messo a esergo della sua raccolta di disegni sul tema, edito qualche anno fa da Nuages.

La prima frase è di Fernando Pessoa: «La natura è parti senza tutto».

La seconda è di Robert Louis Stevenson. Ce la racconta lo stesso Pericoli:
«Cosa c’è sotto le colline? Ho trovato recentemente una bellissima immagine, che sembra rispondere alla mia domanda in una poesia di Stevenson La terra del copriletto. In questa poesia Stevenson ricorda i suoi anni di adolescente malato,costretto a passare lunghi giorni a letto. Con la testa appoggiata al cuscino osserva le pieghe della coperta che si trasformano straordinariamente in paesaggi, monti, fiumi, colline, dove flotte e eserciti e cavalieri si incrociano in scontri e battaglie. Ma cosa Stevenson non dice lasciando a noi immaginarlo? Che sotto le coperte c’è un corpo che crea quel paesaggio, che ne modula e trasforma la superficie?»

Due citazioni che illuminano il percorso di Tullio Pericoli all’interno dei suoi paesaggi quindi. Parti senza tutto, frammenti slegati e autonomi, immagini sedimentate nella memoria e modulabili all’infinito in variazione di senso che le rende sempre diverse pur lasciandone immutati i contorni essenziali e il quadro d’insieme.
Un viaggio all’interno delle colline marchigiane, oggetto e soggetto principe di queste riflessioni ‘grafiche di Tullio, viste (osservate?) nell’infanzia, e che tornano a balzare lievi davanti agli occhi, mediate dalla vaporosità dei pastelli e degli acquarelli, ma insistenti e ossessive come i «cipressi che a Bolgheri alti e schietti» di memoria carducciana.



Ma attenzione, ci dice ancora Tullio: sotto le coperte c’è pur sempre un corpo metaforico che forma l’increspatura delle colline. Quei segni sulla carta non sono la figurazione della realtà, ma la sua interpretazione. Sono frammenti che vengono da lontano e che solo l’Artista può trasformare in un tutto le cui parti essenziali sono la nostalgia, il ricordo, la memoria.


Il ritratto: la leggerezza

I personaggi che Pericoli celebra nelle sue memorabili raccolte di disegni sono leggeri, non hanno all’apparenza né il peso né l’opacità della vita reale; la penna che scorre sul foglio sembra quasi far fatica a lasciare tracce d’inchiostro e quando la grafia si mescola con il colore il segno che rimane sulla carta è impercettibilmente lieve.

Robert Louis Stevenson

Carlo Emilio Gadda
A volte però, al contrario, quei corpi possono avere uno spessore ben avvertibile e misurabile; occupano allora le pagine con una presenza forte e densa, e la conclamata levità del tratto serve quasi da ideale contrappunto grafico per la rappresentazione.

Non solo la qualità del segno di Pericoli, comunque, suggerisce leggerezza. La sospensione è spesso presente, esplicitamente raffigurata. Spira tra le sue illustrazioni una brezza leggera che increspa cravatte, solleva soprabiti, agita chiome (la brezza che fa levitare il fumo che esce dal lungo, raffinato bocchino di Virginia Woolf, ad esempio).
Pericoli ha vissuto per anni l’ambiguità, a volte pensiamo quasi dolorosa, del suo doppio ruolo di pittore e di illustratore. Pittore di paesaggi aerei e di fantasie kleiane, catalogatore di grafie complesse come ragnatele di inchiostro. E illustratore, d’altra parte, di satire umorali, ingombrate dai personaggi, questi sì assai poco leggeri, della nostra politica quotidiana.

Virginia Woolf
Il lavoro recente di Pericoli, sopratutto i tanti, già citati, ritratti letterari, si inserisce nel processo di ricomposizione della personalità dell’artista; la fusione dell’interesse del pittore Pericoli per il paesaggio con l’interesse di Pericoli illustratore per la figura.
Perché i ritratti degli scrittori, dei pittori, dei musicisti, dei cineasti non sono soltanto “lievemente” disegnati; sono spesso inseriti in un paesaggio “solidamente” (ci si passi ancora la contraddizione) e tradizionalmente certificato da anni di pittura, un paesaggio ingombro non degli attrezzi della satira, ma di segni e di colore; le penne e le matite volano in alto e planano sul foglio, missili spuntati e incruenti, e i pennini solcano il terreno per affondarvi di sbieco.

Mi sono spesso domandato quale, tra i tanti disegnati da Tullio, sia il mio ritratto preferito. Certo quello di Samuel Beckett, dagli occhi gialli, le rughe fitte come ragnatele e il cappottone grigio a spina di pesce.
Beckett, nel ritratto di Tullio, guarda fisso l’obbiettivo e niente vi è intorno a lui. Il disegno è essenziale come il personaggio. Nessun elemento, nemmeno un accenno di paesaggio, viene a turbare la quiete narrativa. Corre il sospetto che il cappotto e la sciarpa servano a nascondere una nuova assenza di peso, che la stoffa sia tesa solo dal vento che agita la pagina.
Ancora leggerezza, appunto.

Samuel Beckett

Testo rielaborato da: Andrea Rauch, Il mondo come Design e rappresentazione, Usher Arte, 2009.  

2 commenti:

  1. Tullio Pericoli è un artista veramente notevole

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  2. concordo, e vi segnalo il mio umile omaggio ;-)
    http://illustrautori.blogspot.com/2011/12/tullio-pericoli-1936.html

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