martedì 27 dicembre 2011

Maestri 23. André François

André Farkas, conosciuto poi come Andrè François, nacque a Timisoara, il  9 novembre 1915  ed è morto, a Grisy-les-Plâtres, l'11 aprile 2005. Si trasferisce a Parigi nel 1934 e lavora a fianco del grande affichiste Cassandre.
Pittore, scultore, cartoonist, grafico, illustratore. Disegnò  copertine, tra gli altri, per Punch, New Yorker, Nouvel Observateur. Centinaia i suoi manifesti e cospicua anche la sua opera di illustratore di libri.


Illustrazione per Amnesty International
Che André François sia stato un grande maestro non ci sono dubbi. Più difficile semmai circoscrivere i contorni della sua arte.
Pittore? Scultore? Illustratore? Affichiste? Umorista? A ben guardare tutte le definizioni gli si possono attaccare come una seconda pelle. Per poi lasciare insoddisfatti perché nessuna di esse riesce ad abbracciare la complessità dell’artista. Certe sue pitture (o sculture) hanno i tratti che caratterizzano l’umorista. Certe illustrazioni sono dei veri e propri manifesti, certe copertine e certi cartoons pittura e così via.

Napoleonic cat, 2001

Chat-parque, 1980

Se comunque si considera la storia personale e il momento storico in cui si era trovato ad operare, la cosa appare meno stupefacente, quasi normale. Negli anni ’30 André François era stato allievo di Cassandre, forse il più grande dei maestri francesi dell’affiche, poi si era cimentato a lungo con la scenografia (i balletti di Roland Petit e Zizi Jeanmaire, o quelli di Gene Kelly, ad esempio). 

Copertina di The New Yorker, 1971
Aveva disegnato centinaia di manifesti e copertine per The New Yorker e per Punch ed era, a tutto diritto, sodale e amico dell’aristocrazia della grafica mondiale in un momento in cui (gli anni ’50, ’60, ’70…) non c’era parcellizzazione dei ruoli e il grafico disegnava vignette umoristiche, illustrava le sue copertine, si dedicava con profitto alla pittura. In tutte le attività portando sempre la sua personalità, in questo caso ironica, umorosa, surreale. 
Per certi aspetti François può essere avvicinato a Saul Steinberg, ma con in più un pizzico di cordialità e un’abbondante dose di autoironia che ci rendono le sue opere forse più vicine delle geometrie intellettuali e dei teoremi grafici, raffinati e siderali, del grande Steinberg (e significativamente entrambi erano rumeni di nascita).



Copertina di The New Yorker, 1968

Copertina di The New Yorker, 1973

Il piccolo Marroncini, Einaudi 1972
L’attività di André François come illustratore di libri è, se non sterminata, certo importante e spazia da opere di Boris Vian  ad un Ubu Roi di Jarry, da Raymond Queneau a Aldous Huxley.

In italiano, a nostra memoria, fu pubblicato Il piccolo Marroncini, nella benemerita Tantibambini di Bruno Munari (1972, ma il libro, scritto da Isobel Harris, è del 1949) e, per i tipi della Emme, negli anni ’70 e proprio quest’anno riproposto da Babalibri, Chi è il più buffo?, un contrasto surreale tra un Pulcinella, nasuto e spigoloso, e un Pu, panciuto e rotondo.



Copertina di Chi è il più buffo?, Babalibri 2011

Tra un versetto e l’altro Pulcinella e Pu giocano a farsi dispetti e a vantare una supremazia per il più buffo di loro. I disegni sono veloci, quasi sommari. Pulcinella è chiaramente Punch, l’omologo inglese, tante volte raffigurato per le copertine del settimanale satirico, e il suo profilo, come ha osservato Walter Fochesato nel numero di dicembre di Andersen, è un quarto di luna. La testa rotonda e gialla di Pu ricorda invece il sole e il contrasto tra i due, anche se giocato con leggerezza divertita, è il contrasto tra la notte e il giorno, tra le tenebre e la luce. Chissà se André François, schizzando veloce il duetto tra i due aveva pensato a un conflitto di natura cosmica?!

Illustrazione per copertina di Punch

Copertina di Punch

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