martedì 6 dicembre 2011

La leggenda di Lampião


Si erano chiamati literatura de cordel, 'libretti dello spago' si potrebbe tentar di tradurre, perché venivano esposti a cavallo di una cordicella da una parte all'altra del banco di vendita. Pochissimi fogli piegati a ottavo o quarticino, formato minuscolo, quasi mai più di 10 cm x15, stampa povera, in piana o ciclostile, copertina in carta colorata in pasta con titolo e autore. Per illustrazione una xilografia ad un solo colore, nero.


I libretti de cordel si trovavano, e forse ancora si trovano, in tutte le grandi fiere popolari brasiliane. A Rio de Janeiro il banchetto di Apolonio Alves Dos Santos ha stazionato per anni nella piazza del Paço Imperial e si era ritagliato un posto di riguardo alla Fiera nordestina di San Cristovao. A volte il venditore improvvisava il racconto, più spesso si limitava alla vendita dei folhetos. Come nella tradizione dei cantastorie di tutto il mondo, la fabulazione, orale, scritta, disegnata, riguardava e riguarda i grandi fatti che colpiscono la fantasia popolare, i delitti più trucidi e efferati, le calamità naturali più rovinose, le ingiustizie sociali. In più, nel nordeste del Brasile, c'era da raccontare l'epopea leggendaria dei cangaçeiros.


La literatura de cordel nasce nel sertao dove un latifondismo di natura feudale aveva umiliato e oppresso per secoli i contadini poveri costretti a una vita aspra, al limite della sopportazione, da cui partirsi per andare a cercar fortuna lontano, nel sud del paese. Il sertao è la terra 'maledetta' che aveva visto le più dure lotte sociali del Brasile e dove il banditismo poteva essere letto, inevitabilmente, anche come momento di riscatto sociale. Per chi non ce la faceva a ribellarsi, il poter almeno ascoltare le gesta mirabolanti del bandito Lampião e della sua Maria Bonita era motivo di orgoglio e speranza.


Virgulino Ferreira da Silva, Lampião cangaçeiro con gli occhiali spessi e tondi, nacque nel 1900 e fu ucciso "abbracciato a Maria Bonita" narrano le storie, nel 1938 (Estavam todos dormindo/ naquela gruta esquisita/ Lampiao nos braços de/ sua Maria Bonita/ morreram ali abraçados/ naquela hora maldida).

Se avesse dovuto vivere e agire per tutto quello che i libretti de cordel raccontano avrebbe dovuto vivere mille anni. Mille e più anni e poi anche nell'eternità! Quando Lampião non venne accolto in Paradiso da San Pietro se ne andò infatti all'Inferno a sposare Zoronita, la figlia del diavolo, stabilendo anche laggiù una sua ribalda supremazia.


Il disegno degli xilografos nordestinos è rozzo e sommario ma non certo privo di efficacia nè di personalità. Qualcuno di loro si è adattato a tecniche nuove e incide oggi non solo su legno ma anche su linoleum o gomma. I temi sono comunque sempre quelli della tradizione e non sembrano sentire l'usura dei tempi, nemmeno dei tempi dettati dalla globalizzazione televisiva.



Joao de Barros, José Cavalcanti, José Costa Leite, José Francisco Borges, per citare solo alcuni dei più famosi, hanno continuato per anni a scrivere i loro folhetos, a disegnare le copertine, a stampare i libretti e a portarli in giro per le fiere del nordeste, di Salvador, di Rio, di San Paolo. La gente ha continuato a comprarli, a cercarli e a collezionarli. In era di globalizzazioni selvagge e totali sembra ci possa essere ancora posto per questa forma di comunicazione semplice, quasi elementare. perché, va detto, 'eroi' della giustizia sociale come Lampião, e amori romantici come quello di Maria Bonita non si vedono mica sempre nelle telenovelas.

1 commento:

  1. monica Monachesi7 dicembre 2011 01:04

    Che interessante! Grazie!
    Però non direi che il disegno degli xilografos nordestinos sia "rozzo e sommario" trovo che la sintesi di queste figure abbia una forza ed un fascino che trabocca da questo post. Grazie ancora, chissà se un giorno ne recupero uno anche per me... ci proverò!

    RispondiElimina