martedì 13 dicembre 2011

Le Calaveras di Guadalupe Posada

 "...Mentre andavo e tornavo da scuola, quattro volte al giorno, mi intrattenevo incantato per alcuni minuti a contemplare l'incisore. Qualche volta osavo entrare nel laboratorio per rubacchiare qualche truciolo di metallo prodotto dallo scorrere del bulino del maestro sulla lastra da stampa dipinta con il minio. Fu questo il primo stimolo che colpì la mia immaginazione, spingendomi a scarabocchiare i primi pupazzi; fu questa la prima rivelazione dell'esistenza della pittura." 
José Clemente Orozco

Catrina calavera

Dalla bottega di José Guadalupe Posada (siamo a città del Messico nei pressi dell'Accademia di Belle Arti di San Carlos, agli inizi del XX secolo), le lastre incise passavano nella tipografia di Vanegas Arroyo, e, accompagnate da un breve testo sensazionalista e magniloquente ("La fine del mondo. Grandi fulmini...", "Terrificante terremoto...", "Efferato delitto...") venivano stampate sui 'fogli volanti' oppure sulla Gaceta Callejera (Gazzetta della strada) un giornale, recitava il sottotitolo, pubblicato
"... quando avvenimenti straordinari lo richiedono".

Fandango

Il 'disegnatore' Posada incise quasi 20.000 lastre; una galleria di immagini che va a ripercorrere la storia, la cultura e la politica messicana tra il 1872, inizio dell'attività, e il 1913, anno della morte dell'artista. Nella sua opera Posada ritrae la realtà messicana con occhio al tempo stesso affettuoso e impietoso: 'affettuoso' verso il popolo umile e povero, 'impietoso' verso le classi dominanti, ricche, quasi sempre volgari e opprimenti.

Guadalupe Posada fu conosciuto sopratutto come 'il pittore delle calaveras', gli scheletri animati e ridenti che sono una delle figurazioni eponime della grafica messicana.

Le calaveras discendono direttamente dalle 'danze macabre' medievali, arrivate in Messico con la conquista spagnola, epperò la figurazione della morte non è qui un memento, né tende a rendere tutti uguali.
Le calaveras dei poveri, quelle dei borghesi, quelle degli sfruttatori, appartengono a caste diverse e quindi sono diversissime e immediatamente avvertibili.

La morte non livella gli uomini, dice Posada; accentua le differenze.

Le calaveras di Posada si innestarono con naturalezza nella tradizionale ricorrenza messicana del giorno dei morti. Ancor oggi in ogni dove, nelle case, nelle piazzette, nei mercati, nei locali pubblici, il 2 novembre si celebra con la costruzione di altarini completi di scheletri, teschi, ossa in cartapesta, gesso e zucchero. La festa dei morti è veramente una fiesta popolare, con luci in ogni sporto, canti e allegria contenuta e malinconica. Lontane dal nostro 2 novembre, le calaveras, immagini della memoria ancestrale, continuano poi a circolare con intenti di critica sociale e politica.


Si era nei primi tumultuosi anni del XX secolo e quel mondo di sfruttati e diseredati che costituiva il pubblico e l'editore di riferimento di Guadalupe Posada, non poté che vedere con simpatia, speranza e entusiasmo i tentativi di riforma agraria di Francisco Madero e le lotte rivoluzionarie contadine di Emiliano Zapata. Le calaveras scesero decisamente in campo a fianco delle truppe zapatiste e l'artista divenne a tutti gli effetti un "guerrigliero dei fogli volanti".

Emiliano Zapata
"Fu il cronista delle alterne vicende della rivoluzione, quasi che i suoi disegni precisi e essenziali fossero il commento quotidiano al bollettino della lotta popolare. Fin dai suoi inizi, fin dalle sommosse contro il caro-vita, fin dagli assalti ai treni, alle fucilazioni della repressione (...) Fino alla fine, all'entrata di Madero a città del Messico, a Madero Presidente, alla vittoria finale del 1910..." (Bruno Caruso)

Calavera zapatista

Posada morì nel 1913, pochi mesi prima dell'assassinio del Presidente Madero, prima dell'invasione nordamericana del generale Pershing e della inevitabile restaurazione. Le sue calaveras ballarono dunque finché per il popolo messicano c'era ancora speranza.

1 commento:

  1. monica monachesi14 dicembre 2011 02:17

    Che bello questo post, continua il viaggio attraverso la cultura popolare...
    Anticipo qui, con grande piacere che anche Sàrmede, nel 2013 si occuperà di Messico, di Fiabe, di illustrazione con la XXXI edizione di Le immagini della fantasia. C'è tempo, ma già ci stiamo lavorando... non mancheremo di organizzare qualcosa di speciale per il 2 novembre 2013!

    RispondiElimina