lunedì 14 novembre 2011

Compassati baccanali

A volte ci perdiamo qualcosa. Vuoi per disattenzione, vuoi per età, vuoi per  chissacché. Daniele Nannini ce lo siamo persi due volte nelle ultime settimane, prima per un suo intervento 'compassato' alla festa istituzionale della Staedler, che è come dire il papà mondiale dei compassi (e Daniele in vita sua deve averne consumati parecchi...), poi per una mostra in terra di Romagna, a Imola, chiamata Baccanale (nomen omen...) e, guarda caso, centrata sul cibo, sul vino, sulla grafica. 
Siamo stati fortemente rimproverati per la disattenzione e chiediamo venia pubblicando due resoconti dell'autore, note di servizio, da Norimberga e da Imola. Una specie di Diario che Daniele ci ha mandato, a futura memoria.
Norimberga, settembre...

Sabato 17 settembre sono stato con Gea e Barbara in Germania.
Avevo ricevuto un invito da parte della Staedtler a partecipare, nella loro sede centrale, a Norimberga, ad un evento in occasione del loro plurisecolare anniversario. Si trattava, come poi ho scoperto, di una specie di "septemberfest" con tanto di tendone montato nel cortile della fabbrica nel quale si alternavano musicanti vari e stand mangerecci dappertutto.

Mi dicono che sono arrivate più di diecimila persone che, oltre a gustare wurstel e crauti, hanno visitato la modernissima azienda (1800 occupati solo a Norimberga) e provato i vari prodotti, per la presentazione dei quali era stato allestito uno speciale padiglione espositivo.

Io ero l'unico artista invitato e, nella zona dello stabilimento dove si fabbricano i compassi, mi era stata allestita una postazione dove, ripreso per tutto il giorno da una telecamera che mostrava il mio lavorio su uno schermo, ho com-passato la giornata. Sulla mia carta millimetrata ho ricostruito una dozzina dei miei animali con l'ausilio del compasso per eccellenza, che del resto era quello che io uso effettivamente, anche se in una versione più antiquata.
Molta era la gente interessata che mi chiedeva notizie sul mio lavoro ovviamente senza da me ricevere in risposta niente più di in sorriso, dato che le domande mi erano rivolte in tedesco. Molti i bambini che sono tornati a casa con un animale che era stato compassato lì sul posto.
Molto calda l'accoglienza e gratificante l'attestato di stima. Bevuta non troppa birra.



Imola, novembre...

Ecco un po' di notizie e materiali sulla mostra di Imola. Luogo: Salannunziata a Imola. Tempo: dal 6 al 20 novembre, orario: mart-ven 16-19, sab-dom 10-12 e 16-19, lunedì chiuso.
 

La mostra è una personale che tutti gli anni il comune di Imola organizza all'illustratore incaricato di fare l'immagine del Baccanale, che quest'anno sono io.
Gli ultimi due che mi hanno preceduto sono stati Octavia Monaco e Roberto Innocenti.

Il tema del 2011 era ovvio: il 150° dell'Unità Italiana. Io lo ho svolto così: la varietà dei cibi italiani (in alto, nella corona turrita-cornucopia) rispecchia la varietà del paesaggio nazionale. L'Italia -rappresentata scultoreamente come da tradizione- è il muto ma sereno testimone di questa evidenza.




Dato che il Baccanale è un evento gastronomico culturale (si avvale della regia del noto storico dell'alimentazione Massimo Montanari) ho pensato di mettere in mostra cose che avessero in qualche modo a che fare con l'argomento, anche se molto varie.
Tra le illustrazioni per la committenza pubblica e privata, ho esposto i lavori fatti negli anni per le mostre che Gualtiero Schiaffino organizzava per l'Enoteca Nazionale a Siena e quelli che ho realizzato per le pubblicazioni sull'alimentazione che il comune di Firenze distribuiva nelle scuole con i menù delle mense scolastiche.
Poi le illustrazioni per bambini che trovano posto in quei libri miei che sono più meno direttamente in relazione con il mangiare.




Vi sono poi quadri, anche di grande formato, che rappresentano come dice il titolo della mostra Scimmie, umani e altri animali.
Il sottotitolo Il fiero pasto, Lo sguardo fiero e Alla fine della Fiera, giocando con le parole strizza l'occhio al "dolce paese" di Romagna e all'"abito fiero"dei suoi abitanti, e nello stesso tempo cerca di dar conto di quello che tiene insieme lavori così diversi: il rapporto conflittuale, a ruoli spesso intercambiabili, tra predatori e predati, tra uomini e bestie.




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