venerdì 19 ottobre 2012

150 anni Salani: Firenze-Milano, andata senza ritorno


Non sembra strano che Salani, presentando il suo centocinquantesimo anniversario, abbia voluto legare la sua storia a due personaggi che più famosi non si può dell’editoria per ragazzi, Pinocchio e Harry Potter. Esigenze di comunicazione, verrebbe fatto di dire, una strizzatina d’occhio, una furba captatio benevolentiae, perché il Pinocchio illustrato da Luigi e Maria Augusta Cavalieri, ad esempio, è del 1924 e lo stesso Salani non l’ha riproposto che, in anastatica, nel 2002.
È vero che Pinocchio si era ripresentato più volte in catalogo (da Fiorenzo Faorzi a Carlo Vitoli Russo) ma comunque, con buona pace di tutti, l'immagine aziendale Salani non si era mai sposata interamente né con la figura del burattino collodiano né con l’editoria per ragazzi, come suggerirebbe il titolo della mostra (Da Pinocchio a Harry Potter, appunto), ma piuttosto con l’editoria popolare tout court, e l’arco temporale di riferimento non era da far partire certo dal 1924 ma da quel 1862, data prima dei centocinquant’anni.

Illustrazione di Carlo Chiostri

Per definire l’editoria Salani d’antan, e tralasciando, al momento, i 'fogli volanti' della fine ottocento, basteranno i titoli delle collane famose, dai Primi Amici del Bambino ai Grandi Piccoli Libri, dai gialli dei Romanzi della Sfinge ai Romanzi azzurri, dalla Biblioteca dei Miei Ragazzi alla letteratura di largo consumo, dalla Popolarissima alla Biblioteca delle Signorine, all’Universale Romantica Salani. Dove certo i ragazzi c’entrano parecchio ma non sono protagonisti assoluti od unici.

Poi naturalmente la storia cambia e i tempi moderni, soprattutto con il successo della collana gli Istrici (dove trovano buon alloggio, tra gli altri, Winnie the Pooh, Heidi e Pippi Calzelunghe), possono ben essere rappresentati da quello strepitoso testimonial mondiale che è stato Harry Potter. Ma questo è l'ultimo capitolo della vicenda, quello milanese, dal 1987 ad oggi, segnato dall'arrivo prima di Mario Spagnol e poi del raggruppamento editoriale Mauri-Spagnol di cui Salani costituisce, oggi, un tassello.

Dalla 'comunicazione' della mostra allestita al Castello Sforzesco di Milano, a cura di Giorgio Bacci, resta comunque in sottordine il secolo e passa fiorentino della casa editrice che, in forte crisi, passò la mano, appunto, nel 1987.
Spagnol trasportò a Milano armi e bagagli, compreso il ricchissimo archivio storico, più di trentamila disegni, essenziali per  studiare e comprendere l’evoluzione dell’illustrazione in Italia tra ottocento e novecento. La Salani storica, quella di Adriano, si era infatti inserita, prepotentemente e con grande efficacia, in quel percorso, caratteristico dell’editoria fiorentina dell’epoca, a cavallo tra pedagogia e divulgazione, tra ammaestramento e svago. Insieme a Bemporad (oggi Giunti) aveva centrato la sua attenzione sull’editoria illustrata e non a caso i due archivi, quello Salani e quello Giunti, sono ancor oggi tra i giacimenti più ricchi e importanti tra quelli italiani.


Anche fisicamente i due archivi ebbero sorti differenti nella città di Firenze. Quello Giunti curato e organizzato con attenzione e passione, quello Salani quasi abbandonato e trascurato in una stanzuccia di via del Giglio dove, fino alla diaspora milanese, i disegni di Chiostri, di Cavalieri, di Faorzi, di Anichini, erano stipati senza metodo né logica, in cataste buone, come avrebbe detto Collodi, “per accendere il fuoco e far bollire una pentola di fagioli”.

Firenze, in certo qual modo, stava disperdendo parte della sua storia più colta (basti dire che in questa città non è mai stata tentata una mostra di Carlo Chiostri, forse l’artista principe dell’illustrazione italiana), e meno male che l’intervento milanese ha sì alienato da Firenze quel patrimonio, ma lo ha salvato dal destino, che in quegli anni sembrava inevitabile, della dispersione sulle bancarelle, l’ha organizzato, catalogato e messo a disposizione, a cura di Giorgio Bacci della Normale di Pisa, degli studiosi e degli amanti dell’illustrazione.

A giusto titolo la mostra per i centocinquant’anni Salani si tiene dunque a Milano. A giusto titolo Firenze non ospiterà (a meno di colpi d’ala del fantasioso sindaco Renzi) la mostra di quello che dovrebbe essere considerato un inevitabile suo retaggio storico. Tutto giusto. Sacrosanto. Ma a noi, fiorentini o comunque toscani, resta parecchio amaro in bocca.


Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall’Archivio Salani. 1862 - 2012, a cura di Giorgio Bacci, Milano, Castello Sforzesco, dal 18 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013. Ingresso gratuito.


2 commenti:

  1. Discorso ineccepibile... ma gli originali sono clamorosamente stupendi ;-)

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  2. Non dubitavamo affatto della qualità degli originali, né della correttezza scientifica della mostra. Parlavamo di come la mostra stessa è stata comunicata.

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