martedì 19 giugno 2012

Le Strenne Olivetti

Per molti anni le Strenne Olivetti sono state sinonimo di libri belli, raffinati, splendidamente curati e illustrati e, soprattutto, introvabili.
Sì, perché procurarsene uno era ai limiti del disumano. Non si riusciva mai ad essere nella mail list giusta (sospettiamo ancora che fosse riservata a direttori di banca, capitani d’industria, grand commis dello stato…) e a nulla valeva nemmeno la raccomandazione di Giorgio Soavi che quelle strenne aveva voluto e organizzato, scelto e curato fin dalle origini.

Kafka, Metamorfosi, illustrazione Jean-Michel Folon, 1973

Nel corso del tempo ne avevamo raggiunta qualcuna (corrompendo il tipografo, Gianni Biolcati, allora da Elli & Pagani) oppure piagnucolando con gli autori che, per loro misericordia ce ne trovavano una copia dalla loro scorta. Erano libri di grande formato, 25x32 cm., rilegati in tela con etichetta sovraimpressa, carta Tintoretto Fedrigoni, ampi margini, testo graziato di ottima leggibilità. Sospettiamo che i direttori di banca di cui sopra, cui non crediamo importasse molto di Milton Glaser, Folon, Topor, Pericoli e Paul Davis, usassero quegli introvabili volumi come coffee table books, alla faccia nostra.

Grimm, Fiabe scelte, illustrazione di Emanuele Luzzati, 1987

I tempi cambiano, quelli di Olivetti sono ormai inevitabilmente trascorsi, ma confessiamo che ci ha fatto un certo effetto vedere che oggi la Fondazione Archivio Olivetti mette in normale vendita le copie rimaste di quelle strenne. A prezzi certo non popolari (a volte proprio da bibliofili) ma, ricordando i nostri sforzi di allora, siamo un po’ invidiosi di chi oggi può semplicemente ‘aggiungere i titoli al carrello’, inviare un bonifico e ricevere l’oggetto del desiderio.

Gogol, Racconti di Pietroburgo, illustrazioni di Milton Glaser, 1987



Qualche titolo è inevitabilmente esaurito (dalle prime uscite sono passati più di quarant'anni) ma quello che resta è comunque succulento e si passa dalle Cronache Marziane di Ray Bradbury illustrate da Folon, ai Racconti di Pietroburgo di Gogol con i disegni di Milton Glaser, alle Fiabe dei Grimm con Lele Luzzati e via elencando.
Fuori catalogo il meraviglioso Pinocchio di Roland Topor e le kafkiane Metamorfosi di Jean-Michel Folon. Questi ultimi però ce li eravamo procurati a suo tempo e ce li teniamo ben stretti.

Collodi, Pinocchio, illustrazioni di Roland Topor, 1972


3 commenti:

  1. concordo pienamente e sono ben felice di possederli quasi tutti.

    gianni

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  2. Ogni volta che leggo il suo nome è un'emozione indescrivibile (in poche parole). Quando leggo di come si è frantumato il suo mondo (tutto) è un dispiacere infinito.
    E' tutto irrecuperabile, se non nella memoria.
    AvB

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