mercoledì 14 marzo 2012

Crescere cercando un tesoro


L'Isola del Tesoro illustrato da Roberto Innocenti è andato in stampa e sarà presentato alla Bologna Children's Book Fair, al nostro stand A14, padiglione 26, lunedi 19 marzo dalle ore 16,00 alle 18,00.
Innocenti dedicherà agli amici il libro e le stampe digitali numerate in copia limitata (50/50).


L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson è quasi il prototipo dei romanzi di formazione. Il passaggio di Jim Hawkins dalla fanciullezza all’adolescenza e oltre, avviene sotto il segno della ricerca del tesoro del pirata Flint che impegna il protagonista in una girandola di avventure da cui uscirà rafforzato, maturato, cresciuto. Jim Hawkins supera le ‘prove’ e si fa uomo, cresce sotto gli occhi del lettore e viene accompagnato, nel suo percorso ‘formativo’, da una delle più straordinarie figure della letteratura di ogni tempo, quel Long John Silver che sfugge ad ogni definizione, tanto è intriso di bene e di male, di positività e di negatività, di generosità e di fellonìa.

Roberto Innocenti. L'assalto al fortino

Roberto Innocenti. Schizzo per Long John Silver

I disegni che Roberto Innocenti dedica al capolavoro di Stevenson seguono questa falsariga e accompagnano il giovane Jim nelle tappe della sua crescita. Il personaggio sembra dilatarsi sotto i nostri occhi, acquista spessore tavola dopo tavola. Ma sarà John Silver, Jekyll e Hyde al tempo stesso, a lasciare traccia indelebile sul nostro immaginario e sull’inconscio di Jim.

Le verghe d’argento e le armi stanno ancora - scrive Jim, io narrante, alla fine del libro - dove Flint le ha sotterrate, e per conto mio ci resteranno per un pezzo. Neanche un tiro di buoi potrebbe riportarmi in quell’isola maledetta, e i miei più paurosi incubi sono quando sento i cavalloni tuonare lungo la costa, o quando salto d’improvviso sul mio letto, con negli orecchi la stridula voce del pappagallo di Silver: Pezzi da otto! Pezzi da otto!

Roberto Innocenti. Jim Hawkins, il dottor Livesey e il cavaliere Trelawney

L'isola del tesoro (Treasure Island, 1883), di Robert Louis Stevenson, fu pubblicato a puntate nella rivista inglese Young Folks tra il 1881 e il 1882, con il titolo Sea Cook, or Treasure Island ("Il cuoco del mare ovvero l'isola del tesoro"). Viene subito alla mente che, in contesto differente e lontano, ma nello stesso 1881, Collodi e Ferdinando Martini iniziavano a pubblicare nel Giornale per i bambini, La storia di un burattino, ovvero Le avventure di Pinocchio. Ma il parallelo non si ferma qui perché entrambi i libri si interruppero al capitolo quindicesimo (L’Isola del Tesoro per una malattia di Stevenson, Pinocchio perché Collodi decise di far morire il burattino impiccato alla quercia grande). Entrambi i libri furono ripresi e conclusi nel 1882. Subito dopo, 1883, pubblicati in volume.

Roberto Innocenti. Ben Gunn e Jim Hawkins.

Roberto Innocenti. Jim Hawkins e Israel Hands

Naturalmente la coincidenza di date e eventi non sarebbe di alcun interesse se non ci si trovasse di fronte, come detto all’inizio, a due romanzi ‘paralleli’ di crescita e formazione. Entrambi i protagonisti, Jim Hawkins e Pinocchio, concluderanno le loro avventure con un finale consolatorio, rientreranno cioè in quella società da cui l’uno era voluto uscire e l’altro non era mai entrato, ma nelle parole finali dell’Isola, che abbiamo citato sopra, serpeggia un’angoscia febbrile. Il mare richiama il protagonista con la forza minacciosa dei cavalloni che si rompono sulla scogliera e l’esperienza vissuta con John Silver non avrebbe potuto non lasciare un segno indelebile nell’anima del ragazzo. Finale consolatorio, abbiamo detto? Forse non tanto perché la sottile ambiguità del male si è insinuata nell’animo di Jim e, da quel momento, non è difficile credere che ne condizionerà la vita e le azioni.

Roberto Innocenti. Jim Hawkins nelle mani dei pirati.
Tutto questo però Robert Louis Stevenson non ce lo dice e, semmai, ce lo lascia capire, tenendo in sospeso la fine del libro. Il richiamo stentoreo del pappagallo (“Pezzi da otto! Pezzi da otto!”) risuona nella notte come un richiamo, una sirena insinuante. Ne siamo spaventati e affascinati, come Jim, e non sappiamo se gli sapremo resistere o se, da qualche parte, ci sarà un altro Long John Silver che ci catturerà di nuovo con le sue parole e il suo ‘esempio’ portandoci ancora alla ricerca di quel tesoro e di quell’isola.


1 commento:

  1. visto alla fiera del libro per ragazzi di Bologna, L'isola del tesoro con l'imprinting di Roberto Innocenti è assolutamente fantastico. Uno dei tanti capolavori di uno dei rari talenti italiani. Un grazie all'editore, anche per la sua meritoria operazione di pubblicazione di classici illustrati da grandi del settore. In alcuni Paesi, il genere si è conquistato parecchio spazio, e penso sia una buona cosa. Marco, libreria atlantide
    http://buoneletture.wordpress.com

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