Libri che non avevamo segnalato perché il nostro blog non esisteva ancora. Libri che abbiamo segnalato altrove. Libri che meritano comunque di essere segnalati e ricordati. Libri mai usciti in Italia. Libri da ricordare per testi e immagini. Libri.
7. Octavia Monaco. La vera principessa sul pisello.
Immaginate di essere una ‘vera’ principessa e che, con il vostro vestito più bello e prezioso, vi rechiate al castello per incontrare il principe azzurro. Immaginate anche che il principe non si faccia nemmen vedere e che, al posto suo, ci sia l’arcigna regina madre che vi fa spogliare e indossare una sua camicia da notte.
Poi immaginate di starvene tutta la notte sui venti materassi sotto i quali era stato messo quel pisello che, essendo voi una ‘vera’ principessa, non vi ha fatto dormire e vi ha riempito la pelle di lividacci blu.
Immaginate infine che, all’alba, il principe ancora non si sia fatto vedere. Cosa fareste?
Essendo una ‘vera’ principessa vi togliereste la camicia da notte della regina madre, indossereste di nuovo il vostro bel vestito prezioso e, prima di andarvene, pisciereste sul letto e sui venti materassi, alla faccia di quel principe meschino, villano e maleducato. E via di nuovo con le compagne, per un finale comunque lieto…
Questa Vera Principessa sul Pisello che Octavia Monaco ha riscritto e disegnato per Orecchio Acerbo si muove in quell’universo di arte e disegno femminista, di affermazione e riaffermazione di dignità e orgoglio, che negli anni avevamo perso un po’ di vista, sostituito spesso, ma certo non completamente spento, da un disegnare edulcorato e a volte melenso, versato magari ‘al femminile’. Qui nulla è beneducato, storia e disegni sono ‘duri’, e la principessa si riappropria del suo orgoglio e della sua condizione reagendo alle umiliazioni, che sembrerebbero peculiari di un malinteso senso di femminilità (“pronte a tutto per…”), con un gesto antico di spregio e di fierezza.
È una fiaba ma, puer, de te fabula narratur. E mentre sembra di sentire, da molto lontano, una vocina che ci ricorda che “… le streghe son tornate” (e ci viene da aggiungere che era l’ora!), non si può che restare ammirati dalla padronanza con cui ‘Octavia Monaca illustratrice’ legge in maniera perfettamente distonica il testo di ‘Octavia Monaco scrittrice’. Le illustrazioni interpretano e forzano il testo, allontanandosene con una visione inquietante che entra dentro le pieghe oniriche e inconscie della storia, dandoci però alla fine una concordanza perfetta tra parola e immagine. Una bella prova per una delle voci più originali dell’illustrazione italiana.
Octavia Monaco, La vera Principessa sul pisello, Orecchio Acerbo, euro 15,00, 2008.
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domenica 1 gennaio 2012
sabato 22 ottobre 2011
Octavia Monaco: arte e psiche
Aggiornamento 25 ottobre 2011. Octavia Monaco ci scrive: "Comunico con profondo rammarico che l’Amministrazione Comunale, a distanza di una settimana dall’inizio della mostra, ne ha comunicato la soppressione per prolungare i tempi di quella in corso “Avanti Popolo”.
Ringrazio Sala Borsa per avermi messo a disposizione lo Spazio Scuderie attiguo alla piazza coperta ampliando i tempi dell’esposizione fino al 9 novembre. Nei pressi del banco prestiti e restituzioni troverete un pannello indicativo per raggiungere il luogo con i dipinti, mentre il ciclo di Alice attraverso lo specchio sarà visibile nel caffè Laganà."
"Può accadere che mi sconcerti la mia pittura al punto che non so più se sono io, Octavia che invento o è la mia Psiche che forma e mi in-forma, percependo talvolta indipendente e quasi autonoma la Fonte dell’esperienza visuale che diviene esperienza conoscitiva, laddove individuo trasversali analogie o aderenze al personale. Altro non so... Altro forse non occorre sapere." Octavia Monaco
Ringrazio Sala Borsa per avermi messo a disposizione lo Spazio Scuderie attiguo alla piazza coperta ampliando i tempi dell’esposizione fino al 9 novembre. Nei pressi del banco prestiti e restituzioni troverete un pannello indicativo per raggiungere il luogo con i dipinti, mentre il ciclo di Alice attraverso lo specchio sarà visibile nel caffè Laganà."
"Può accadere che mi sconcerti la mia pittura al punto che non so più se sono io, Octavia che invento o è la mia Psiche che forma e mi in-forma, percependo talvolta indipendente e quasi autonoma la Fonte dell’esperienza visuale che diviene esperienza conoscitiva, laddove individuo trasversali analogie o aderenze al personale. Altro non so... Altro forse non occorre sapere." Octavia Monaco
Dal 26 al 29 ottobre, nella ‘piazza centrale’ coperta di Sala Borsa in piazza Nettuno, Bologna, Octavia Monaco presenta una mostra di dipinti dal titolo Arte e psiche: tempo, simbolo e trasformazione. Nell’attiguo caffè Laganà sarà visibile l’intero ciclo, illustrato sempre da Octavia, di Alice attraverso lo specchio.
L’esposizione, nel quadro di una serie di iniziative che si svilupperanno dal 23 al 29 ottobre a Bologna, è promossa e organizzata dal centro culturale junghiano Temenos in occasione del 50.mo anniversario della morte di Carl Gustav Jung. | Octavia Monaco, tre illustrazioni da Attraverso lo specchio, Prìncipi & Princípi, 2011 |
domenica 2 ottobre 2011
Imparare da Octavia
Octavia Monaco, oggi uno dei più importanti artisti italiani, organizza un corso di illustrazione dal 23 novembre 2011 al 13 giugno 2012, presso l’Atelier dei Giardini, via Porrettana 7/A - Bologna (al Meloncello).
Il Corso avrà frequenza settimanale nelle giornate di mercoledì dal 23 novembre al 12 di giugno (per un totale di 6 mesi).
Durata di ogni incontro: 2 ore dalle 20 alle 22 (è possibile che il corso si sdoppi in due fascie orarie: dalle 19 alle 21 e dalle 21 alle 23. In questa eventualità verrà richiesto di indicare la propria preferenza di orario).
Per iscrizioni, costi e informazioni vedi: www.octaviamonaco.com
(dal comunicato stampa) Le finalità e le potenzialità dell’arte dell’illustrare saranno sperimentate mediante l’apprendimento e l’approfondimento delle possibilità espressive del linguaggio visivo. La finalità è quella di acquisire una consapevole ed efficace capacità di narrazione, ricercando e valorizzarndo una personale e non stereotipata chiave di “ri-lettura” del testo.
Il Corso avrà frequenza settimanale nelle giornate di mercoledì dal 23 novembre al 12 di giugno (per un totale di 6 mesi).
Durata di ogni incontro: 2 ore dalle 20 alle 22 (è possibile che il corso si sdoppi in due fascie orarie: dalle 19 alle 21 e dalle 21 alle 23. In questa eventualità verrà richiesto di indicare la propria preferenza di orario).
Per iscrizioni, costi e informazioni vedi: www.octaviamonaco.com
(dal comunicato stampa) Le finalità e le potenzialità dell’arte dell’illustrare saranno sperimentate mediante l’apprendimento e l’approfondimento delle possibilità espressive del linguaggio visivo. La finalità è quella di acquisire una consapevole ed efficace capacità di narrazione, ricercando e valorizzarndo una personale e non stereotipata chiave di “ri-lettura” del testo.
giovedì 18 agosto 2011
Cappuccetto e cappuccetti
Di Cappuccetto rosso, comunque, ben si conosce l’atto di nascita letterario, quel 1697 quando Charles Perrault dette alle stampe i suoi Racconti di Mamma Oca (Le Petit Chaperon Rouge), e si conosce molto bene anche la rivisitazione che, nel 1812, i Fratelli Grimm pubblicarono nel loro Kinder- und Hausmärchen (Rotkäppchen) Le due narrazioni, sostanzialmente simili se non per il finale, sono le versioni più note della fiaba e raccontano delle difficoltà di entrare ‘nel bosco’, di mettersi in contatto con la trasformazione del proprio corpo, con i complessi edifici irrisolti o in via di risoluzione. Una fiaba di formazione e di crescita che nega o riconferma il ruolo protettivo della paternità, che si nutre delle passioni ‘rosse’ della bambina e del suo entrare e uscire (o entrare e ‘non uscire’, secondo Perrault) da quel bosco misterioso che è la propria sessualità. Ma di tutto questo parla molto bene Bruno Bettelheim e al suo Mondo Incantato rimandiamo il lettore che volesse saperne di più e di meglio.
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| Gustave Doré, 1867 |
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| Gustave Doré, 1867 |
| Emanuele Luzzati, 1988 |
Un accenno anche alla rivisitazione del 1934 dovuta a Walt Disney che introduce Cappuccetto nel mondo dei suoi tre porcellini e ne dà una versione umorale e sapida, contrapponendo la leziosità danzata di Cappuccetto alla voracità sanguigna e picara del lupo. Siamo qui all’interno di un topos di Disney (‘Squadra che vince non si tocca’) ma di tutto quanto siamo andati fin qui dicendo, sessualità, formazione, complessi edipici irrisolti, non si trova traccia.
Di ben altra modernità e sensibilità le versioni che, in anni a noi più recenti, hanno dato della fiaba Sarah Moon, Chiara Carrer, Nicoletta Ceccoli, Octavia Monaco e Fabian Negrin.
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| Sarah Moon, 1983 |
Sarah Moon illustra la fiaba di Perrault con 12 foto notturne crudeli e impietose. La bimba Cappuccetto si aggira nella città di notte, corre per le strade deserte, incontra naturalmente un lupo (se ne vede solo l’ombra ma il segno della sua presenza perversa e incombente, l'auto nera di gran lusso, invade le pagine), e alla fine lascerà traccia della sua esistenza disincantata e impaurita solo tra le lenzuola di un letto sfatto.
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| Sarah Moon, 1983 |
Chiara Carrer e Nicoletta Ceccoli (inserite da Tiziana Roversi nella mostra bolognese, dedicata qualche anno fa a Nero lupo, rosso Cappuccetto) si segnalano soprattutto per la sottile e intrigante ambiguità che pervade le loro illustrazioni.
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| Chiara Carrer, 2005 |
Le illustrazioni di Chiara Carrer, pubblicate in volume da Topipittori nel 2005, sono magnifiche e inquietanti nella loro essenzialità. Tutte giocate con collages 'elementari' sui toni del rosso e del nero, con poche tracce di giallo paglierino. La bambina è aperta, curiosa, timorosa, impaurita, scaltra come deve essere. Il lupo Bzou è inquietante e luciferino, perfido, sanguinario e libidinoso, ma l'angoscia palpabile del racconto nasce semmai dal contesto in cui i personaggi agiscono, nelle aperture teatrali di rosso e nero, negli squarci di luce, nell'intreccio spinoso dei boschi.
Attenzione; la trama è molto simile al consueto. La bambina va a portare alla nonna la focaccia calda e il latte. Il lupo Bzou la precede lungo la strada delle Spine e si mangia la nonna "ma non tutta; un po' ne mise da parte nella credenza, caso mai più tardi gli fosse venuta fame".
Poi si mette a letto ad aspettare la bambina. Che viene, e il lupo cerca di farle mangiare i pezzetti avanzati della nonna; la bambina si spoglia e si mette a letto con il lupo. Quando si arriva a "che bocca grande che hai", "per mangiarti meglio", la bambina però vuole uscire all'aperto perchè le scappa la pipì. Il lupo deve farla andare ma le lega un filo di lana ad una caviglia per costringerla a tornare indietro. Appena fuori, la bambina strappa il filo e fugge libera verso casa.
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| Chiara Carrer, 2005 |
Una prova magistrale di Chiara Carrer. Sono tocchi lievi, quasi avari di segno, ma netti e precisi, quelli di Chiara; riescono a trasmettere quella sorta di angoscia che le grandi fiabe debbono e sanno trasmettere.
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| Nicoletta Ceccoli, 2005 |
Colori densi e figurazioni sfumate. Una natura apparentemente serena, ma nella sostanza ‘liquida’, quella che prende Cappuccetto e che vorrebbe, insieme al lupo azzurro, sinuoso come un serpente, avvolgere la bambina tra le sue spire e farla scomparire al suo interno. Nicoletta Ceccoli mette in scena una sorta di cannibalismo morale, e della fisicità dei personaggi mantiene solo la carica onirica e deviata, più da incubo che da sogno.
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| Octavia Monaco, 2005 |
D'altra parte Octavia non poteva fare scelta più conseguente, abituata com'è a illustrare i suoi libri 'sovrapponendosi' al testo e svolgendo così un proprio discorso artistico conseguente e parallelo. Le illustrazioni ci appaiono quindi completamente riferite e completamente 'astratte'; raccontano una storia per via di suggestioni e impressioni, nulla concedendo all'ovvio e al già visto.
Ultima citazione per Fabian Negrin, che disegna per Orecchio Acerbo, nel 2003, la storia della bambina vista dalla parte del lupo. Una storia di incanti e passione, In bocca al lupo, di equivoci e malintesi con Cappuccetto, dal lunghissimo cappello rosso, che avanza nel bosco e con il lupo Adolfo che si innamora di lei perché non ha mai visto cosa più bella. Il cacciatore verrà a spezzare l'incanto e l'angelo-lupo non potrà che salutare dall'alto di una nuvola il suo perduto amore. Una riscrittura in piena regola ma d'altronde Fabian ci ha abituato da gran tempo a non stupire mai di nulla, a gustare con curiosità e sorpresa tutto quello che esce dalla sua magica penna di illustratore e di scrittore.
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| Fabian Negrin, 2003 |
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giovedì 9 giugno 2011
domenica 5 giugno 2011
Octavia e gli illustratori di Alice
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| Humpty Dumpty: disegni di John Tenniel (1872) e E. B. Thurstan (1930) |
Alice è una specie di paradosso. Libro tra i più illustrati della storia della letteratura ha però legato la sua immagine soprattutto ad un artista, Sir John Tenniel, che fu il primo ad affrontare, nel 1865, la creatura di Lewis Carroll e tutti gli imprevedibili personaggi, mutuati dai nonsense e dalle nursery rhimes, che affollano il Paese delle meraviglie. Eppure il rigido formalismo vittoriano di John Tenniel non era mai piaciuto nemmeno troppo a Carroll che avrebbe preferito, e ne fanno fede gli schizzi che lui stesso aveva vergato per il primo manoscritto, Alice’s Adventures underground, un disegno più moderno e ‘nervoso’, meno austero e inteccherito.
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| Tweedlwdum e Tweedledee: disegni di John Tenniel (1872) e Walt Disney (1948) |
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| Cappellaio matto: disegni di John Tenniel (1865), Libico Maraja (1957), Walt Disney (1948). Johnny Depp nel film di Tim Burton (2010) |
Contrariamente a quanto succederà per Pinocchio, altro libro continuamente illustrato, gli artisti, anche grandi, che si avventurarono su Alice, non si seppero liberare del modello originario e, quando ci provarono, i loro personaggi ci appaiono spesso freddi, distanti da quello che ci aspettiamo, quasi senza vita. Si spiega quindi facilmente come produzioni importanti quali i film di Walt Disney e Tim Burton, abbiano ripetuto, per quanto si poteva, la linea già tracciata, anche quando a dare il volto al Cappellaio si era trovato Johnny Depp, attore di culto quant’altri mai.
E si spiega altrettanto facilmente come Arthur Rackham, Ralph Steadman, Lisbeth Zwerger (per citare qualche nome di grande personalità e di primissimo piano), che avevano dato della bambina di Carroll una versione autonoma e personale, siano quasi immediatamente caduti nel dimenticatoio.
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| Arthur Rackam (1907) |
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| Ralph Steadman (1967) |
E si spiega altrettanto facilmente come Arthur Rackham, Ralph Steadman, Lisbeth Zwerger (per citare qualche nome di grande personalità e di primissimo piano), che avevano dato della bambina di Carroll una versione autonoma e personale, siano quasi immediatamente caduti nel dimenticatoio.
Delle due versioni che Prìncipi & Princípi ha dedicato a Alice quella di Andrea Rauch si muove completamente all’interno dell’universo tenneliano, facendosi forte dello stereotipo e 'rinfrescando' solo i disegni in chiave moderna e aggiornata, ma rispettando le situazioni originali.
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| Il Brucaliffo: disegni di John Tenniel (1865), Andrea Rauch (2010), Ralph Steadman (1967), Emanuele Luzzati (1998) |
Quella di Octavia Monaco esce invece nettamente dai binari del consolidato e ci offre, di Attraverso lo specchio, una versione personale ma anche ‘eccentrica’ rispetto al testo di Carroll che viene usato come pretesto per avanzare, come dice la stessa artista, “… un’ipotesi di lettura” che aggiunge “… senso a senso, interpretazione a interpretazione, e sovrappone a molti momenti del libro il simbolismo magico degli arcani maggiori dei tarocchi.”
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| Attraverso lo specchio: disegni di Octavia Monaco (2011) |
sabato 2 aprile 2011
Alice e Pinocchio al Caffè
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| Guido Scarabottolo, Federica Iacobelli, Octavia Monaco e Giovanni Nucci al Caffè degli autori |
Un incontro con due nostri libri al Caffè degli autori. Guido Scarabottolo e Octavia Monaco, presentati da Giovanni Nucci e Federica Iacobelli, hanno parlato del loro rapporto con Pinocchio e con Alice. Guido, con il consueto understatement, ha riferito il suo incontro con il burattino di Collodi ad una sorta di 'divina' casualità (l'aggettivo è nostro); Octavia ha rivendicato il ruolo dell'illustratore come quello di chi deve compiere una necessaria e inevitabile 'rilettura' personale dei testi, per poter operare con proprietà ed efficacia.
mercoledì 16 marzo 2011
Dentro lo specchio di Octavia
Illustrazioni di Octavia Monaco
In uscita alla Bologna Children's Book Fair 2011
Prìncipi & Princípi
Padiglione 26 Stand B 27
Ma non solo: Octavia Monaco sa bene, come dice lei stessa, che “...illustrare è mettere a punto delle ipotesi di lettura” e allora, quasi in un gioco di scatole cinesi, aggiunge senso a senso, interpretazione a interpretazione, e sovrappone a molti momenti del libro il simbolismo magico degli arcani maggiori dei Tarocchi.
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| Il Bagatto e il Matto |
Ma lasciamo la parola a Octavia: “Il Bagatto, in copertina, riassume l’intera chiave del lavoro, è l’avvio di un processo. Il Mondo è l’attraversata di Alice dello specchio, un’esortazione a compiere un viaggio. L’Appeso, racconta della necessità di capovolgere lo sguardo e dell’incertezza tra le due vie che conducono alle case di Tweedledum e Tweedledee. Il Matto, tra follia e leggerezza, è il momento in cui entra in scena, barcollando, l’Alfiere (lepre marzolina nei disegni di John Tenniel) che per un gioco di ambiguità ha il volto di Alice stessa, così come accade nei sogni, in cui ogni personaggio rappresenta un aspetto di colui che sogna. La Luna è ispirata all’episodio dell’unicorno e del leone e ne rafforza la dualità, l’uno simbolo solare yang e l’altro lunare yin. La Ruota della Fortuna racconta di come la realtà è un sogno effimero di paradossi dove Alice deve compiere un giro su se stessa per tagliare la torta. La Stella sottolinea il sonno del Re rosso (è lui che, sognando, crea la realtà?). La Giustizia è il momento in cui lo sguardo di Alice, eletta regina, incontra il nostro e appella la calma presa di coscienza che soppesa e comincia a formulare idee chiare di fronte alla “realtà”.
Come si capisce bene, Octavia Monaco non sceglie di disegnare le situazioni del libro, ma cerca di investigarne il senso, le ambiguità, le contraddizioni. Scava a fondo, nell’animo di Alice, e in quello di Carroll, e ‘al di là dello specchio’ cerca, e trova, i significati della metafora.
Ma poi cos’è la metafora? È al di qua o al di là dello specchio? È ancora un gioco? O è ancora un sogno?
I disegni di Octavia Monaco per l'edizione Prìncipi & Princípi saranno in mostra presso les libellules, via San Vitale 36/g, Bologna, da domenica 27 marzo 2011, ore 18,00 inaugurazione. La mostra sarà visibile fino al 17 aprile in orario di negozio.
In collaborazione con Hamelin, associazione culturale.
info@leslibellules.it
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