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martedì 24 gennaio 2012
Nessuna differenza?! Qualche differenza!
Riuscite a vedere le differenze tra i disegni e le foto?
Sono le stesse situazioni: bambini che alzano le mani, bambini con una stella sul petto, o che indossano un giubbotto a strisce.
Situazioni simili però solo in apparenza, perché contrappongono la normalità dell'oggi, quella che ogni bambino può incontrare nella sua vita quotidiana, ad avvenimenti orrendi che si spera e si crede non debbano più ripetersi.
Situazioni a confronto, che impongono l'uso della memoria perché, come ha detto un grande poeta “... il ventre che ha partorito quel mostro è ancora gravido!”
Sta a noi riconoscere, oggi come ieri, qual è la differenza!
Matteo Gubellini, Nessuna differenza?!, Prìncipi & Princípi, 2011.
In occasione del Giorno della Memoria, 27 Gennaio.
mercoledì 15 giugno 2011
Amici a quattro zampe
Dal 20 al 26 giugno, torna il Festival di letteratura e immagini per bambini Comano Junior d’autore che per l’edizione 2011 si occuperà di cani e gatti (ma anche degli altri animali della casa e della stalla), che affollano le pagine dei libri e popolano il mondo delle fiabe. Per un’intera settimana gli animali saranno protagonisti alle Terme di Comano, con il meraviglioso fondale 'scenico' delle Dolomiti del Brenta, di giochi, esperimenti, laboratori, spettacoli, letture, escursioni, avventure e merende letterarie.
In mezzo a un programma ricco e articolato ci piace ricordare le nostre Brunella Baldi e Francesca Capelli che con passione e generosità hanno percorso avanti e indietro l’Italia per presentare Il grande cane nella città fantasma.
Nato dall’esperienza di Francesca all’Aquila, nei giorni del terremoto, il libro racconta la tragedia con un linguaggio che non è quello della cronaca giornalistica, ma quello - simbolico - della fiaba. Francesca e Brunella ci insegnano “… che si può raccontare un terremoto e le sue terribili implicazioni, il dolore che ne deriva, la perdita di averi e affetti, lo spaesamento, la distruzione della comunità, le scelte sbagliate della politica, attraverso una fiaba. E che raccontare il male non pregiudica la voglia di rinascere e il risorgere della speranza.”
domenica 27 marzo 2011
Sotto un cavolo o in una provetta?
CCP Cicogne Cavoli Provette
Testo e immagini di Brunella Baldi
In uscita alla Bologna Children's Book Fair 2011
Prìncipi & Princípi
Padiglione 26 Stand B 27Prìncipi & Princípi
In libreria dal 7 aprile
Come nascono i bambini? Sotto una cavolo come pensa la nonna? O portati dalla cicogna come racconta il nonno? Oppure il babbo e la mamma si incontrano e ognuno dona qualcosa di sé, un ovulo o uno spermatozoo. A volte però il problema è più complicato e i medici devono intervenire con una tecnica che chiamano, parolone difficili, fecondazione in vitro. I bambini, comunque sia, nascono sempre da un atto d'amore e "... dobbiamo fargli un posticino dentro il cuore".
Una storia che più semplice e naturale non si può, delicata quanto lo può essere una vera storia d'amore, che Brunella Baldi tratta con delicatezza e un poco di poesia. Il momento meraviglioso della nascita, la gran festa di tutti, gli atti d'amore che devono circondare sempre un bambino che arriva tra noi.
Pubblichiamo, di seguito, la nota introduttiva redatta dall'associazione di medici che hanno patrocinato il volume.
Nascere oggi: un atto d'amore
Molti pensano che per avere un figlio basti semplicemente non utilizzare sistemi di contraccezione; che avere un figlio sia una cosa semplice, “naturale”, “normale”, qualcosa che accade da sempre e sempre accadrà, perché è nell’ordine naturale delle cose.
In realtà, l’uomo e la donna sono animali poco fertili: desiderare un bambino e non riuscire ad averlo è una evenienza molto più comune di quanto si creda. In medicina, si considera infertile una coppia che non riesce ad avere un figlio dopo due anni di tentativi; questa situazione interessa il 12-15% delle coppie in età fertile e in Italia si stima che oltre 45.000 nuove coppie ogni anno avranno difficoltà nel concepire un bambino.
Per molte di queste coppie la strada della ricerca di un figlio è una salita ripida e alcune di loro dovranno ricorrere a tecniche di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro (FIVET).Questa tecnica, messa a punto in Inghilterra alla fine degli anni ‘70, ha reso possibile la nascita di più di un milione di bambini in tutto il mondo e ha dato speranza a uomini e donne a cui la possibilità di avere un bambino era preclusa.
La fecondazione in vitro ha suscitato molto interesse, ma anche molte polemiche. I mass media hanno dato largo spazio a casi limite e situazioni estreme, dimenticando le migliaia di coppie “normali” che vi ricorrono lontano dai riflettori, spesso in solitudine. Alcune coppie sono costrette da una legislazione tuttora restrittiva a recarsi all’estero per realizzare il loro sogno. Non è quindi facile parlare di fecondazione in provetta ai propri figli.
Questo libro nasce per i genitori, per dare loro uno strumento per spiegare ai loro bambini che si può essere concepiti in altri modi e che può essere necessario un aiuto della medicina quando si incontrano difficoltà; ma che alla fine l’unica cosa importante è essere stati tanto desiderati e alla fine di tante difficoltà, tanto amati.
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| Immagini di Brunella Baldi |
venerdì 25 marzo 2011
Il dono di Alma
Il dono di Alma
Testo di Federica Iacobelli
Illustrazioni di Chiara Carrer
In uscita alla Bologna Children's Book Fair 2011
Prìncipi & Princípi
Padiglione 26 Stand B 27Alma ha sempre due case. Quella in cui vive con i suoi genitori e quella dove viene ospitata quando il babbo e la mamma se ne vanno a lavorare lontano. In tutte le case Alma trova altri bambini che le vogliono bene e la ricordano.
Dedicato dalle autrici a tutti i bambini in affido, il Dono di Alma affronta un tema delicato e spinoso, con tono semplice ma né presupponente né consolatorio. Alma è una bambina che 'sa dov'è la casa di ognuno', che si relaziona con tutti gli altri con semplicità e candore, che accetta la sua situazione, certo difficile, con naturalezza, verrebbe da dire.
Un testo di Federica Iacobelli 'complesso', che Chiara Carrer, fresca vincitrice di una menzione speciale alla Fiera del libro di Bologna (Complimenti!), per il libro messicano Un dia, affronta con l'usuale sapienza grafica che l'ha portata, negli oltre cento titoli della sua personale bibliografia e negli oltre vent'anni di carriera, a essere considerata uno dei maestri riconosciuti dell'illustrazione italiana. Questo senza legarsi a uno stile preciso ma, pur mantenendo un'innegabile e fortissima personalità creativa, cercando sempre nuove forme espressive.
martedì 22 marzo 2011
Bambini, in viaggio
In Viaggio
Testo di Antonio Ferrara
Illustrazioni di Serena Intilia
In uscita alla Bologna Children's Book Fair 2011
Prìncipi & Princípi
Padiglione 26 Stand B 27Prìncipi & Princípi
“C’è stata guerra, qui da noi, c’è stato fumo e fuoco.
La pioggia cola ancora come sangue, e macchia la città. Adesso nasce un vento che solleva una gran nuvola di sabbia. Poi viene il temporale.”
Ma da questo momento comincia il viaggio. In fuga dalla guerra e dentro una nuova speranza. Passando per tutta la trafila: dal portabagagli, al barcone, al centro di prima accoglienza… Tutto visto con gli occhi di un bambino, che cerca la magia delle cose nuove, inaspettate anche se “…questa casa gialla ha le sbarre alle finestre. Anche se da qui non ci lasciano mai uscire.”
Ma il viaggio comunque continua e i bambini si spostano senza scordarsi di essere bambini, cercando nuovi orizzonti, nuovi giochi, nuove sensazioni. “Guardiamo il cielo che sembra smaltato di fresco e sorridiamo. Le nuvole ci guardano stupite, qui, si chiedono chi siamo e quasi ci toccano le mani.”
Questo è un paese che forse non vuole questi bambini, questi nuovi cittadini che si sforzano di essere seri, più seri di tutti gli altri. Bambini che restano con i piedi per terra. Bambini, però, leggeri come uccelli. In viaggio.
giovedì 17 marzo 2011
Correndo per l'Hotel House
H. H.
Testo di Carolina D'Angelo
Illustrazioni di Marco Paci
In uscita alla Bologna Children's Book Fair 2011
Prìncipi & Princípi
Padiglione 26 Stand B 27
La corsa di Mauro attraverso i piani, su e giù per scale, dell'Hotel House, per sfuggire alla punizione del padre, gli incontri, le parole di quel 'viaggio' hanno tutte il sapore di una metafora dantesca. Si scende o si sale, ci si nasconde, come in un vortice di esperienze e passioni sempre nuove e inaspettate. E ovunque, in tutte le lingue diversissime che risuonano tra quelle stanze, si riconosce sempre una frase: "Tutti uguali!" che è il succo e la morale della storia. Diversamente uguali. Tutti. In una lavanderia, dal parrucchiere, in una moschea...
Tutti uguali!
Carolina D’Angelo
L’Hotel House esiste davvero. Si trova a Porto Recanati nelle Marche, la regione dalla quale provengo. È un palazzone enorme di 17 piani, 480 appartamenti, innumerevoli antenne paraboliche e soltanto 2 ascensori funzionanti per le 2300 persone che sono venute a vivere qui da 32 paesi diversi.
Guardandolo da lontano più che un Hotel sembra un ecomostro, ma se seguiamo il consiglio del Poeta e decidiamo di superare quest’ermo colle e questa siepe che il guardo (lo sguardo) esclude, l’Hotel House è un crocevia di lingue, di culture, di bambini che provengono sì da 32 paesi diversi, ma che appartengono ad un unico mondo, quello in cui tutti viviamo.
La corsa di Mauro Boukhari, innescata da un guazzabuglio linguistico, dimostra come vivere insieme sia simile a un serpente: attorcigliato e lungo, difficile dunque da districare ma possibile da percorrere attraverso. Con-vivere nello stesso palazzo, con-di-videre lo stesso pezzo di Terra non è facile, e non intendo raccontare il contrario. Ognuno ha le sue abitudini, il suo credo e le sue credenze
ma soprattutto ha le sue paure, che ci fanno dire insieme agli abitanti dell’Hotel House «Tutti uguali!». A essere uguali però non sono gli abitanti dell’Hotel House, né noi che abitiamo nel mondo, a essere uguali sono le paure. Paure verso chi non si conosce e si considera straniero, estraneo, anche se è un cittadino italiano che lavora o va a scuola.
L’Hotel House di Porto Recanati è soltanto un esempio di come queste convivenze attorcigliate e lunghe, continuano a co-esistere e a resistere anche a dispetto delle nostre paure.
Con la corsa di Mauro, spero di aprire qualche porta, mi auguro di innescare negli adulti il desiderio di superare quella siepe affinché possano scoprire tutti gli Hotel House, che abbiamo costruito in Italia e nel mondo; perché i bambini, ne sono certa, con la loro innocenza e disubbidienza, quella siepe l’hanno già bucata e hanno già scoperto che cosa c’è al di là.
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